Tocco, Urbanistica: “Scelte condivise per scongiurare il blocco dell’edilizia”

Edoardo Tocco (FI) muove i suoi rilievi sul testo presentato dalla giunta: “Si tratta di una norma che produrrà un percorso complicato per l’approvazione dei piani urbanistici, sottraendo così il potere di governo del territorio ai Comuni”

 di Siro Zani

Sburocratizzazione, procedure più snelle, semplificazione, agevolazioni per una programmazione armonica del territorio.

Sono i punti chiave della nuova legge urbanistica concepita dal consigliere regionale Edoardo Tocco (FI) che muove i suoi rilievi sul testo presentato dalla giunta: “Si tratta di una norma che produrrà un percorso complicato per l’approvazione dei piani urbanistici, sottraendo così il potere di governo del territorio ai Comuni – spiega il rappresentante degli azzurri – L’impianto della norma sta espropriando la possibilità di decidere la programmazione del territorio.

Il risultato sarà un ritardo degli enti locali nell’aggiornamento dei piani edificatori. Ecco perché occorre un coinvolgimento dei sindaci e degli uffici tecnici nell’elaborazione della legge”. Altro snodo cruciale, le edificazioni nei terreni agricoli: “Una confusione senza fine. Occorre un parametro oggettivo – rimarca Tocco – non legato all’attività di imprenditore agricolo. Si tenta di evitare il consumo del territorio ma un impiegato che eredita una casa in un’area rurale in realtà potrebbe essere costretto a tornare nel centro urbano in mancanza del presupposto legato alla professione”.

Il forzista non ha dubbi: “E’ indubbio che sulla legge si potrebbe aprire una svolta – conclude Tocco – ridando ossigeno ad un settore ora ingabbiato da tanti vincoli quasi insuperabili. Troppe le insidie tra le pieghe del disegno. Il piano paesaggistico regionale, che va a condizionare la pianificazione degli enti locali, non può essere lasciato alla discrezione della giunta ma deve passare al vaglio del consiglio regionale. Si tratta di un principio cardine nell’impianto di una legge disordinata. Gli  elementi di criticità del disegno devono quindi tradursi in un ripensamento delle norme”.