Cagliari, la Giunta regionale approva le misure per il reclutamento di dirigenti

La Giunta, su proposta dell’assessore al Personale Filippo Spanu, ha approvato il disegno di legge che prevede misure urgenti per il reclutamento di nuovi dirigenti nel Sistema Regione. Il provvedimento passa ora all’esame del Consiglio

di Antonio Tore

“Con il testo, che ora passa all’esame del Consiglio regionale, – sottolinea Spanu –  vogliamo far fronte alla necessità di introdurre nell’ordinamento regionale strumenti adeguati per il reclutamento di personale di qualifica dirigenziale per le amministrazioni del sistema Regione. L’assunzione di nuovi dirigenti – ribadisce l’esponente della Giunta – è una priorità assoluta sulla base delle gravi carenze negli organici che si vanno delineando”.

Viene prevista in particolare la possibilità di conferire incarichi dirigenziali a figure esterne nei limiti dell’8 per cento della dotazione organica complessiva del sistema Regione.

Con il disegno di legge viene inoltre modificata la disciplina del corso-concorso selettivo per l’accesso alla qualifica dirigenziale, sopprimendo la limitazione riferita all’età (inferiore a 35 anni, nella legislazione vigente) per la partecipazione alle prove dei candidati esterni.

In tal modo si intende adeguare l’ordinamento regionale ai principi costituzionali in materia di parità di accesso al lavoro nelle pubbliche amministrazioni.

Inoltre per dare maggiore speditezza  all’azione amministrativa della Regione in materia concorsuale nel Ddl viene chiarito, una volta per tutte, che i bandi di concorso siano adottati dal dirigente e non dall’assessore al Personale.

“La modifica – spiega l’assessore Spanu – si rende necessaria, da una parte per adeguare la norma al principio della separazione tra funzioni di indirizzo politico ed esercizio dei poteri di gestione e, dall’altra e soprattutto, per superare le criticità che deriverebbero dall’esecuzione delle recenti decisioni del TAR Sardegna. Il Tribunale amministrativo, infatti, sulla base dell’errato presupposto che il principio in questione sia stato introdotto nell’ordinamento regionale dalla legge regionale n. 6 del 2000 anziché, come è evidente, dall’articolo 8, comma 5, della legge regionale n. 31 del 1998, porrebbe nella completa incertezza l’azione amministrativa della Regione in materia concorsuale costringendo, di volta in volta, a confrontarsi con l’irrisolvibile dubbio se applicare la legislazione vigente, disobbedendo all’ordine del giudice amministrativo, oppure la decisione del TAR, disapplicando in questo modo una legge regionale vigente”.