Cagliari, perseguitava la ex, arrestato

La Polizia di Stato ha arrestato un 38enne cagliaritano perché si sarebbe reso responsabile del reato di atti persecutori (stalking) nei confronti della sua ex compagna che si era rifugiata in auto per nascondersi agli occhi dell’uomo

di Antonio Tore 

L’episodio si è verificato ieri intorno alle ventuno, quando al Centro Operativo della Questura è pervenuta una richiesta di aiuto da parte di una donna che, con voce flebile, ha riferito di trovarsi all’interno della sua auto, dove si era rifugiata perché, secondo la su versione,  sarebbe stata terrorizzata dalla presenza del suo ex compagno verso il quale aveva già sporto diverse denunce. La donna era talmente spaventata che cercava di nascondersi dalla vista del suo ex compagno, rannicchiandosi nei sedili posteriori dell’auto, mentre l’operatore del 113 la intratteneva al telefono con parole di conforto e rassicurazione, riuscendo a calmarla fino all’arrivo della Volante.

L’intervento degli agenti delle Volanti sul posto è stato immediato. Al loro arrivo hanno subito individuato l’uomo che è stato fermato ed identificato.

Un secondo equipaggio, con la presenza di una poliziotta, ha preso contatto con la donna che si trovava ancora all’interno della propria autovettura, impaurita ed in evidente stato di agitazione. La signora, dopo le rassicurazioni ricevute dagli Agenti, è riuscita a raccontare quanto accaduto.

Nel fare rientrato a casa, dopo aver parcheggiato la propria auto di fronte all’ingresso della sua abitazione, racconta la donna,  notava il transito di una macchina condotta dal suo ex-compagno convivente. Dopo aver percorso una decina di metri l’uomo avrebbe  effettuato una brusca inversione di marcia dirigendosi verso la donna che, spaventata, si è chiusa dentro la propria auto contattando il 113.

Il racconto della donna ai poliziotti è poi proseguito con la descrizione delle tre recentissime denunce-querele sporte nei confronti dell’ex compagno dei quali l’attuale l’episodio è l’ultimo di una serie di numerosissimi atti vessatori che sarebbero iniziati nello scorso mese di gennaio, momento in cui la relazione e convivenza, iniziata nel 2012, si era interrotta.

L’uomo, forse mai rassegnatosi, avrebbe iniziato ad assumere comportamenti assillanti e maniacali con continui pedinamenti in ogni luogo, importunando lei e le persone con cui si accompagnava e la avrebbe disturbata anche nel luogo di lavoro, restando sotto casa in attesa del suo rientro e aggredendola con insulti e minacce, con il coinvolgimento anche dei figli minori della donna. In una occasione uno dei piccoli, dopo aver ricevuto l’ennesima telefonata sul suo cellulare, sarebbe stato colto da un attacco di panico per il quale si era  reso necessario anche un intervento medico.

L’uomo avrebbe continuato imperterrito nel suo comportamento e, nonostante l’ammonimento formale, avrebbe sempre posto in essere degli atti che sono andati ad incidere pesantemente nella vita privata della vittima e su quella dei propri figli e, l’ultimo episodio di ieri sera, similare ad altri già posti in essere, ha portato al suo arresto.

Su disposizione del PM di turno è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa di essere condotto nella mattinata odierna al processo per direttissima.

La Polizia di Stato, in un comunicato riferito all’accaduto,  evidenzia “l’attività svolta dai militari che dedica una particolare attenzione ai fenomeni di violenza nei confronti delle donne, dei minori e dei soggetti che si trovano in situazioni di vulnerabilità.

Gli episodi più cruenti spesso si consumano proprio all’interno delle mura domestiche e purtroppo, sovente, le vittime stesse tendono ad assumere un atteggiamento remissivo e a non voler denunciare per paura o per vergogna i soprusi subiti; a volte assuefatti dal clima di omertà che, come un muro, lentamente si erge all’interno del nucleo famigliare e che col passare del tempo sembra essere sempre più impenetrabile.

Proprio per distruggere queste barriere e dare innanzi tutto consapevolezza alle vittime, per poi procedere in maniera efficace alla repressione dei fenomeni di violenza, lavorano quotidianamente le donne e gli uomini della Polizia di Stato, in servizio presso le varie articolazioni degli uffici della Questura, anche mediante la costante opera di prevenzione, attraverso iniziative come il progetto camper “Questo non è amore” contro tutte le forme di violenza di genere”.