Pirati e tesori nascosti: i segreti di Is Mortorius

Un percorso nella bellezza mozzafiato del Golfo di Capitana alla scoperta delle scorribande dei pirati, in compagnia della guida turistica Roberta Carboni”

di Daniela Puggioni

Il loro nome evoca paesaggi esotici, palme, mari in tempesta e tante avventure. Di loro si raccontano vicende incredibili ed ancora oggi sono protagonisti indiscussi di cinema, letteratura e televisione.

Eppure, i pirati, quelli veri, per secoli sono stati assidui frequentatori anche delle coste della nostra Sardegna. Giungevano nottetempo sulla terraferma, depredavano i villaggi dei pescatori e le loro incursioni si lasciavano alle spalle distruzione e terrore.

Alle porte di Cagliari si trovano dei luoghi molto speciali in cui, per secoli, sono rimasti sepolti misteri e memorie legati alla pirateria: la Baia di Is Mortorius e la vicina Capitana. Come in ogni avventura di pirati che si rispetti, tra le limpide acque del mare e la sabbia dorata, si racconta anche di un tesoro scomparso.

Domenica 20 Maggio, alle ore 18:00, questo tratto di costa così caro ai bagnanti ed agli amanti della natura sarà raccontato dalla guida turistica Roberta Carboni, per Tour Lab Sardinia.

Il percorso “Il tesoro dei pirati e i segreti del Golfo di Capitana” partirà dalla Baia Azzurra e si articolerà tra i ruderi dell’Ex Batteria militare Carlo Faldi e l’antico Lazzaretto. Un’ora e mezza di passeggiata alla portata di tutti, grandi e piccini, all’insegna del mistero.

In netto contrasto con il quieto dondolìo delle onde, infatti, le memorie di questa costa selvaggia avranno un sapore suggestivo ed inquietante.

Tra “scusorgius”, tesori nascosti che, forse, ancora giacciono nell’oscurità della baia, e leggendarie maledizioni, la narrazione della Carboni riporterà i coraggiosi partecipanti indietro nel tempo, quando imponenti navi giungevano in Sardegna con l’intento di conquistarla. Non ci riuscirono mai, ma le imprese di “Musettu” e del pirata Barbarossa, per citarne alcuni, sono diventate leggenda.

Quello che sappiamo è che numerosi bottini sono stati inghiottiti   dalle rocce della baia, che tanti delitti sono stati commessi per ritrovarli, e che tanti, troppi incauti cercatori hanno perso il senno per impossessarsene. Non sappiamo però se queste ricchezze si trovino ancora là, dove i pirati li avevano gelosamente conservati.

In questo tumultuoso susseguirsi di storia ed avventura, non potrà mancare però una nota romantica e malinconica, la storia della indimenticata “capitana”, che da oggi il nome al golfo. Rapita da un terribile bucaniere, si ritrovò ad amarlo, ricambiata. Insieme solcarono i mari e fecero di questa baia la loro casa. Ripartito per prestare soccorso ad una nave in difficoltà, il pirata non fece mai ritorno al suo nido in Sardegna, e la giovane, col cuore spezzato, si ritrovò a vagare per la scogliera, in sua attesa.

Il resto della storia, come nel più classico racconto piratesco, è un mistero.

Info e prenotazioni all’indirizzo e-mail tourlabsardinia@gmail.com.

(le foto sono di Roberta Carboni)

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