Flai Cgil su vertenza Aras e Apa

La Cgil sollecita all’assessore regionale all’Agricoltura un incontro con i sindacati per esaminare la situazione della vertenza riguardante i 400 lavoratori Aras e Apa e per il futuro dell’attività delle Agenzie del settore agricolo a zootecnico

di Antonio Tore

 

“I tempi per dialogare con i ministero sono ormai stretti e, nel frattempo, non si capisce perché l’assessore all’Agricoltura non decida di incontrare finalmente i sindacati per informarli sui percorsi oggetto della discussione”: interviene così la Flai Cgil regionale sulla vertenza che coinvolge quasi 400 lavoratori Aras e Apa e il futuro di attività importantissime per il settore agricolo e zootecnico. “Da anni si ragiona intorno a una soluzione strutturale dei servizi in capo a Aras ma anche alle Apa”, ha spiegato la segretaria Anna Rita Poddesu  aggiungendo che “proprio oggi, davanti al commissariamento delle Apa e alla liquidazione di Aras il 7 giugno, chi governa non ha una proposta chiara e definitiva ma apre un dialogo con il ministero senza chiarire formalmente quale sia il piano A e, date le incognite che potrebbe riservare, quale sia quello B”.

“Ciò che non accettiamo – ha detto Anna Rita Poddesu – è che si perseguano soluzioni che appaiono rischiose senza considerare altre ipotesi più praticabili, che garantirebbero sia la stabilizzazione di tutti i lavoratori che la qualità ed efficienza delle attività che svolgono”. La Flai propone infatti da tempo la  costituzione di una azienda regionale dove far confluire tutti i lavoratori Aras e Apa, per la quale non ci sarebbero permessi da chiedere al ministero né vincoli procedurali: “Se la soluzione esiste ed è semplice è più che lecito domandarsi per quale ragione si prediligano percorsi problematici, senza nemmeno aprire un confronto di merito sulle proposte”. Il timore è che la poca chiarezza e l’assenza di dialogo si scarichino poi sulle spalle dei lavoratori e che dietro questo atteggiamento ci sia un non detto, ovvero la possibilità di tagliare le risorse per le attività e ridurre i posti di lavoro.

Il riferimento è alle incognite legate alla legge 3 del 2009, che pare sia proprio l’oggetto del piano A in discussione con il ministero, sebbene preveda una procedura controversa (il passaggio in Laore sulla base di un concorso per titoli) e non escluda il rischio che gran parte dei lavoratori sia tagliata fuori a causa dei vari vincoli esistenti nella pubblica amministrazione. Non è forse un caso che la stessa Laore sia sempre stata indisponibile a procedere in quella direzione, che la stessa legge sia rimasta inapplicata per nove anni e che la materia, in seguito alla contrarietà espressa da Laore, sia stata oggetto di ricorsi al Tar da parte degli stessi sindacati, ricorsi già bocciati in qualche caso mentre quello promosso dalla Flai resta in attesa di giudizio. “Se quel percorso fosse possibile senza rischi e valido per tutti i lavoratori andrebbe bene, naturalmente, e noi saremmo i primi ad essere soddisfatti  – ha detto la segretaria Flai –  ma il punto è che nonostante tutti sappiano che non è così scontato, si oppongono a valutare ogni possibile altra soluzione già proposta dalla Flai e condivisa nel tempo dalle altre sigle.

Oltre a questo, sembrerebbe che la soluzione ipotizzata dall’assessore sia anche vincolata a un riordino generale degli enti agricoli, del quale si starebbe parlando sempre nello stesso tavolo: una prospettiva che sposterebbe molto più in là la soluzione della vertenza dei lavoratori, mantenendoli in una condizione di ulteriore incertezza.