Smantellata una banda di presunti spacciatori di droga sardi, calabresi e albanesi

Tra  gli arrestati tre  sardi Luca Arzu, originario di  Arzana nato nel 1974, attualmente detenuto nel carcere  di Uta, pluripregiudicato e promotore dell’organizzazione,  Pino Arzu classe 1959, anche lui di Arzana, pensionato, anch’esso promotore dell’organizzazione e Massimiliano Coiana, cagliaritano  classe 1976, pregiudicato, operatore ittico

di Antonio Tore

La Squadra Mobile di Cagliari, insieme agli Uffici investigativi di Milano e Nuoro, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Cagliari nei confronti di 6 indagati accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Questi gli arrestati: Luca Arzu , originario di  Arzana nato nel 1974, attualmente detenuto nel carcere  di Uta (CA); pluripregiudicato e promotore dell’organizzazione.

Pino Arzu, nato ad Arzana nel 1959, pensionato, promotore dell’organizzazione.

Giovanni Arena classe 1976, nato in provincia di Vibo Valenzia  già residente ad Arosio (CO), attualmente detenuto presso il carcere  di Alghero (SS); pluripregiudicato e partecipe dell’organizzazione. Giovanni Bretti  classe 1978, nato a Vibo Valentia residente a Limbiate (MI), autotrasportatore, partecipe dell’organizzazione.

Armando Ndoja, albanese  classe 1964, residente a Paderno Dugnano (MI), pregiudicato.  Massimiliano Coiana, Cagliaritano  classe 1976, pregiudicato, operatore ittico.

Le indagini, avviate nel 2015 e coordinate dalla Procura della Repubblica di Cagliari –DDA- hanno consentito di delineare i profili di un’articolata presunta  organizzazione criminale composta da pregiudicati sardi e calabresi ed albanesi, questi ultimi con residenza  in Lombardia, accusati di  traffico di sostanze stupefacenti –  cocaina ed eroina.

In particolare dal quadro probatorio, accolto dalla competente Autorità giudiziaria, sarebbe  emersa l’esistenza di un asse ben collaudato tra la Lombardia ed il capoluogo isolano, per l’importazione di copiose quantità di cocaina da destinare al mercato cagliaritano.

L’organizzazione criminale in parola presenterebbe, secondo gli inquirenti,  una struttura gerarchicamente organizzata, composta da persone  con precise e differenti mansioni finalizzate all’acquisto, al trasporto e alla distribuzione di ingenti partite di sostanze stupefacenti, prevalentemente del tipo Cocaina  ed Eroina.

Le indagini  hanno consentito di svelare l’esistenza dell’associazione e dei ruoli dei singoli componenti.

Infatti, l’attività investigativa ha consentito l’individuazione di un presunto  sodalizio malavitoso organizzato con  le caratteristiche tipiche delle associazioni per delinquere finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti, con basi operative in Sardegna ed in Lombardia.

I presunti principali artefici dei traffici illeciti sono stati individuati dagli inquirenti nei soggetti finanziatori ogliastrini Luca Arzu  e Pino Arzu, che sarebbero i promotori e gli organizzatori dell’associazione al pari di Giovanni Arena, cugino dell’altro compartecipe calabrese Giovanni Bretti, che sarebbe l’anello di congiunzione tra l’organizzazione sardo-calabrese e quella albanese con a disposizione grandi quantitativi di sostanza stupefacente.

Attorno a tali figure più rappresentative ruotavano altri soggetti correi tra i quali spiccherebbe, per spessore criminale, il trafficante locale Massimiliano Coiana, che, secondo l’accusa, sarebbe l’incaricato di smerciare la droga nel cagliaritano in particolare nel quartiere della “Marina”.

Lo schema prescelto per i traffici risultava essere ben congegnato e di difficile individuazione soprattutto perché il corriere, individuato dall’organizzazione criminale albanese, gestita da Armando Ndoja, non intratteneva contatti di alcun tipo né con i destinatari né con i referenti calabresi, se non all’atto dell’arrivo a destinazione.

L’associazione si rileva infatti come una struttura complessa, anche di natura logistica, con basi operative suddivise tra  la Sardegna e la Lombardia, ovvero tra Arosio (CO), Arzana (Nu) e San Vito (Ca); in particolare, nelle località lombarde sarebbero stati sanciti gli accordi illeciti tra Giovanni Arena, Giovanni Bretti ed i referenti dell’organizzazione criminale albanese in ordine ai quantitativi da inviare successivamente nel territorio sardo.

In altre parole, veniva verificata la disponibilità della sostanza stupefacente, la tipologia, il prezzo e programmata la  data di destinazione.

Nel corso delle indagini venivano tratti in arresto in flagranza di reato, il  24 ottobre 2015 a Muravera (CA), Giovanni Arena,  Pjetri Eklad, Raimodas Jaseviciuous, secondo l’accusa, corriere lituano, sorpresi in possesso di 6,7 Kg di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

Venivano, altresì, riscontrati almeno quattro viaggi coincidenti con altrettante importazioni di droga, per almeno 25 kg tra cocaina ed eroina, attribuendo a ciascuno dei compartecipi gravi elementi di responsabilità.

In tutti i reati  richiamati, lo schema ricalcato era sempre il seguente:

Luca Arzu ricevuto il placet da parte del fratello Pino, avrebbe organizzato  l’importazione di una partita di droga concordandola con Giovanni Arena; per l’accusa il  calabrese si avvaleva dei contatti del cugino Giovanni Bretti con gli affiliati all’organizzazione criminale albanese per sancire l’affare e programmare l’arrivo del carico in Sardegna.

Ricevuta la conferma Luca Arzu avrebbe  raccolto dei fondi necessari per acquistare lo stupefacente e avrebbe  pianificato  incontri sollecitando il fratello ed altri finanziatori tra i quali Massimiliano Coiana.

Intanto il corriere, avrebbe preso  accordi con i referenti albanesi, effettuando la discesa in Sardegna a bordo di un’autovettura straniera con  destinazione il luogo specificato da Luca Arzu e Giovanni Arena.

Tutto ciò evidenzierebbe  un solido legame, tra soggetti sardi e calabresi,  indicato  dalla cadenza frequente  dei trasporti di droga, agevolato dalle grandi potenzialità del canale di rifornimento albanese, dalle disponibilità finanziarie del gruppo sardo e dai fiorenti margini di guadagno soprattutto con riferimento alla richiesta di eroina (“banana”) nel mercato cagliaritano gestito da trafficanti locali tra i quali la presente indagine ha evidenziato la figura di Massimiliano Coiana.