Rubrica – “La Sardegna dei Comuni” – Gesturi

Ogni settimana raccontiamo la storia di un  paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, le sue bellezze  geografiche e la sua comunità

di Antonio Tore

 

Gesturi è un comune del Sud Sardegna di circa 1200 abitanti, che confina con Genoni, Nuragus, Isili, Tuili, Barumini, Gergei, Setzu

I numerosi siti presenti nel territorio di Gesturi, attestano la presenza umana fin dall’età neolitica.

A tale periodo, infatti, risalgono le domus de janas di “Sa ucca ‘e paui”, di “Cadoni” e di “Monti Crucuris”, mentre i numerosi nuraghi arroccati nei punti più strategici, rivelano la forte presenza umana nell’intera area.

Risalgono allo stesso periodo nuragico anche le tombe dei giganti di “Ollastedu”, tra le quali, degna di nota, è quella di “Scussorgiu”, oltre al protonuraghe  “Bruncu Madugui” e il nuraghe “Nuraceddeu”.

La presenza punica, invece, è documentata dal ritrovamento della statuetta bronzea del “Sardus Pater”, divinità sardo-punica.

Nel centro abitato, diverse chiese colpiscono il visitatore per la loro bellezza, in particolare la parrocchiale, dedicata a Santa Teresa d’Avila, con il campanile in stile tardogotico della fine del XVI secolo, ricca di particolari artistici e architettonici.

Al centro del paese, nella strada principale, si trova la chiesa seicentesca di Santa Maria Egiziaca, sede della confraternita del S.Sepolcro caratterizzata dall’abito nero con cappuccio, comunemente conosciuti come “is Crunfrarius nieddus“.

Appena fuori dall’abitato di Gesturi, all’interno del cimitero comunale, si trova la chiesa della Madonna del Rosario, realizzata tra il 1500 e il 1600, sede dell’omonima confraternita del Santo Rosario, ” “is Crunfrarius biancus“, fin dal 1683.

Una delle feste più importanti del paese è quella della Beata Vergine d’Itria. I documenti sacri originano il culto come influenza della cultura bizantina nell’isola. In onore della vergine nel 1620 è stata eretta una chiesa che dista circa 4 km dal paese, immersa in una delle zone più suggestive dell’agro gesturese, ricca di sorgenti e attorniato da una vegetazione lussureggiante rappresentata in prevalenza da pioppi e querce. Ogni anno il rito dedicato alla Vergine si celebra con le novene, che hanno inizio dopo la Pasqua. Al termine del periodo settenario, che dura sette martedì, i fedeli guidati dal parroco partono dal paese e giungono in solenne processione alla chiesa campestre, dove per quattro giorni il simulacro della Vergine verrà custodito e vegliato dai numerosi devoti con il canto del santo rosario in sardo,  e de “is coggius” (antichi canti devozionali e paraliturgici in lingua sarda). Il giorno vero e proprio della festa è il martedì di Pentecoste, giorno nel quale il simulacro della Vergine Santissima in processione fa ritorno alla chiesa Parrocchiale.

Gesturi ha dato i natali al Beato Fra Nicola. Giovanni Medda, nato nel 1882, prese i voti da frate cappuccino nel convento di Cagliari, e trascorse la sua esistenza donando speranza e conforto a poveri e bisognosi, distinguendosi per la sua carità cristiana. Nel 1999 nella solenne cerimonia in piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II lo nominò Beato. La casa dove nacque Frà Nicola, modesta come lo erano le abitazioni contadine, è ora visitabile ed inserita nell’itinerario religioso del paese.

Il paese è situato sulle pendici sud-orientali della Giara, altopiano basaltico di origine vulcanica, essendo stato, la Giara, per lunghi anni, un vulcano attivo, che si eleva a circa 600 metri dal mare nei territori dei comuni di Tuili, Gesturi, Genoni e Setzu.  La vegetazione che si trova nella Giara è costituita da boschi di leccio e di sughere, macchia mediterranea come corbezzolo, lillà, mirto, lentisco, oleastro, scopa di ciocco, madreselva.

Nell’oasi trovano rifugio numerosi animali, ma la sua notorietà è dovuta soprattutto alla presenza dei famosi “cavallini della Giara”. Si tratta di una specie tra il normale cavallo ed il pony che ha il manto scuro e l’altezza che in media raggiunge il metro e venti al garrese. I cavallini vivono allo stato brado, ben integrati nell’habitat naturale della Giara.  Sulla strada principale che conduce alla Giara, è possibile ammirare uno dei tanti “Paulis” (laghi naturali). Numerosi sono gli uliveti ed i vigneti presenti su tutto il territorio. La vite e l’ulivo sono stati coltivati da tempi antichissimi sulla zona ed oggi il vino e l’olio prodotto risultano essere di ottima qualità.

Il Museo della Giara, realizzato dall’Amministrazione Comunale di Gesturi, è un indispensabile elemento propedeutico alla visita e alla conoscenza dell’altopiano della Giara e degli aspetti antropologici e ambientali della Giara facendo comprendere la ricchezza del suo patrimonio ambientale e l’indissolubile intreccio di questo con il lavoro dell’uomo.

Una particolare attenzione è stata dedicata ai non vedenti e ai bambini.

La sezione non vedenti è dotata di ricostruzioni di reperti ceramici e di mappe tattili dei monumenti storici e degli ambienti ecologici della Giara.

Un’intera sala, invece, è dedicata ai bambini, attrezzata con coloratissimi supporti didattici e consente lo sviluppo di laboratori di carattere archeologico, storico e ambientale.