A Collinas e Villagrande abbattuti 36 capi colpiti da peste suina

Controllate decine di aziende negli ultimi giorni. L’UDP: immediata reazione della macchina regionale. l’Unità di Progetto per l’eradicazione della PSA in Sardegna è intervenuta per mettere in sicurezza il territorio

di Antonio Tore

Dopo la segnalazione, lo scorso 18 maggio in agro di Villagrande Strisaili, dell’ultimo focolaio di Peste suina africana all’interno di un’azienda registrata, l’Unità di Progetto per l’eradicazione della PSA in Sardegna è intervenuta per mettere in sicurezza il territorio e controllare decine di aziende nei tre chilometri di protezione che per legge vengono istituiti a perimetro del focolaio. Un’azione tempestiva e rapida che nel fine settimana ha funzionato in modo efficace in ogni passaggio di comando fra i diversi soggetti coinvolti dall’UdP e che ha dimostrato una capacità di risposta immediata in caso di emergenza.

Sempre in agro di Villagrande il Gruppo di intervento veterinario (GIV), i veterinari ATS di Lanusei e Nuoro, dell’Istituto zooprofilattico e dell’Osservatorio epidemiologico sono intervenuti, depopolando 26 suini, con un abbattimento precauzionale in un allevamento collegato epidemiologicamente con quello del focolaio. In quest’azienda infatti il GIV aveva rilevato, venerdì mattina, una sintomatologia riferibile alla PSA su alcuni suini. Come da norma si è quindi emanata una dichiarazione di sospetto che, dopo un’attenta valutazione dell’UdP sul rischio di presenza della malattia, ha portato all’abbattimento di tutti gli animali. Per fortuna si è trattato di un falso allarme in quanto le analisi di laboratorio dell’IZS non hanno evidenziato il virus, per cui è altamente probabile che non si trattava di sintomatologia ascrivibile alla PSA. Fattiva è stata la collaborazione del sindaco Giuseppe Loi che ha firmato l’ordinanza di abbattimento.

Conclusi i controlli a tappeto nelle aziende suine ricadenti nella zona di protezione, il GIV procederà con le verifiche nelle zone di restrizione con scadenza a 30 e 40 giorni.

L’UdP.  “La capacità di reazione immediata nell’intervenire su un focolaio e nella zona di protezione dei tre chilometri – ha spiegato il responsabile dell’UdP, Alessandro De Martini – è il momento più delicato e fondamentale per bloccare l’espandersi della malattia. In appena 12 ore dalla segnalazione del focolaio abbiamo effettuato i primi abbattimenti, entro due giorni il depopolato in un’altra azienda e i controlli in decine di allevamenti. Ciò dimostra la particolare efficienza raggiunta in questi anni dalla macchina regionale e l’alta professionalità del personale coinvolto”.

Collinas. Nel territorio di Collinas l’UdP è intervenuta per abbattere 11 maiali registrati ma allevati senza il rispetto delle condizioni di biosicurezza. Il titolare degli animali aveva ricevuto più volte le prescrizioni per allevare i suini nel rispetto della normativa vigente senza tuttavia mai applicarle. Tale situazione, oltre a mettere a rischio la sanità animale dei capi detenuti in azienda, avrebbe potuto generare un pericolo epidemiologico per tutto il territorio circostante. Per le attività di depopolamento sono intervenuti i servizi di sanità animale di Sanluri, l’unità mobile di abbattimento della ASSL di Cagliari, mentre hanno collaborato il Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, le forze di polizia nazionale e il Comune.

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