Sardegna, rapporto Crenos 2018: poco ottimismo per l’economia, evidente il ritardo della crescita

Le notizie principali riferiscono che la Sardegna è tornata tra le regione europee in ritardo di sviluppo: questa più che altro è la conferma di una situazione generalmente evidente, l’assegnazione alla categoria superiore era in effetti un fatto puramente contabile, dovuto all’entrata nell’Unione di varie regioni dell’Eu­ropa orientale

 di Gianfranco Leccis

 Il Crenos è un ente di ricerca economica delle Università di Cagliari e Sassari. E’ formato da numerosi professori e ricercatori che realizzano studi e ricerche su vari aspetti della Sardegna. Da vari anni pubblicano un interessante rapporto ricco di dati e notizie..

 Il rapporto 2018 riguarda questi temi: il sistema economico; il mercato del lavoro; i servizi pubblici  i fattori di crescita e sviluppo; il turismo. L’esposizione è piuttosto complessa, in linguaggio da economisti

 Le notizie principali riferiscono che la Sardegna è tornata tra le regione europee in ritardo di sviluppo: questa più che altro è la conferma di una situazione generalmente evidente, l’assegnazione alla categoria superiore era in effetti un fatto puramente contabile, dovuto all’entrata nell’Unione di varie regioni dell’Eu­ropa orientale.

 Il PIL superiore al 75% era irreale e dovuto soprattutto all’attività del settore petrolifero ma escludendolo il PIL è bassissimo. Senza demonizzare l’azienda esistente si consideri, per esempio, che il valore delle sue esportazioni è circa l’80% del totale, per cui i prodotti della Sardegna si aggirano sul 20%. Le produzioni tipiche sono a livelli insignificanti: prodotti lattiero caseari 120 milioni (2,23%), bevande meno di 25 milioni (0,46%). Cioè quelli che dovrebbero essere i nostri prodotti di punta, caratteristici della nostra realtà, non arrivano al 3%.

 Questi dati si riferiscono alle esportazioni, non si conoscono i valori complessivi della produzione così come quelli dei consumi locali. Purtroppo nessuno li conosce, si può fare qualche stima, forse sarebbe ben triste scoprire che i consumi dei prodotti importati sono maggiori di quelli locali.

Certamente è un compito che non compete al Crenos, che elabora e studia dati raccolti da altri, Istat, Servizio Statistiche della Regione. Però sarebbe molto interessante che si coprisse questo vuoto.

Purtroppo è difficile trovare maggiori notizie anche su una ripartizione dei vari settori produttivi: quant’è la quota dell’agricoltura, dell’agrindustria e dei vari settori (caseario, vini, olio, ortofrutticoli), delle industrie suddivise tra petrolifere, manifatturiere, costruzioni, di altri settori produttivi. Tra questi il turismo che non può esser considerato un servizio ma è produzione vera e propria, anzi in buona parte esportazione (sicuramente per quanto riguarda gli stranieri e per gli italiani residenti in altre regioni).

L’esame del rapporto Crenos è così impiantato: il sistema economico (contesto demografico, posizionamento in ambito europeo, reddito consumi e investimenti, strutture produttive e imprese, i mercati esteri); il mercato del lavoro (indicatori principali, misure complementari, le dinamiche delle attivazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro, valutazione del piano di politica attiva del lavoro della Regione Sardegna); i servizi pubblici (servizi sanitari, rifiuti solidi urbani; trasporto pubblico locale, welfare per la prima infanzia, spesa pubblica degli Enti Locali); i fattori di crescita e sviluppo, le startup innovative, la mobilità degli studenti universitari sardi); il turismo (la domanda, la stagionalità, il sommerso, l’offerta, nautica da diporto, sostenibilità e cambiamento climatico).

Nel capitolo turismo si esamina con attenzione la situazione soprattutto rispetto alle regioni competitor limitata al 2016 e periodo precedente (neanche gli estensori hanno potuto avere dati più aggiornati) e si è constatato l’aumento conseguito. Si può fare un’osserva­zione: le percentuali sono quasi sempre indispensabili ma talvolta non danno un quadro chiaro e preciso, non si può prescindere dai valori assoluti. Inoltre non si fa distinzione tra attività alberghiera ed extralberghiera (questo è dovuto al fatto che pure loro hanno avuto i dati così incompleti). Piuttosto sarebbe stata interessante l’esame di qualche proposta di sviluppo. In precedenti rapporti vi erano state delle ottime indicazioni su possibilità di ampliamento e sviluppo del lavoro (nel Policy focus del 2016 vi erano interessanti considerazioni sul movimento aereo e sulla diffusione del gioco del golf nelle isole Baleari). I relatori hanno capacità e mezzi per approfondire i temi.

Dopo la presentazione del rapporto di Silvia Balia, ricercatrice del Crenos, e gli interventi del direttore Emanuela Marrocu e del dirigente della Banca d’Italia Rosario Ballatore, sono intervenuti alcuni imprenditori privati, tutti di un certo.rilievo.

Andrea Gabardo  dirige una grossa impresa internazionale Accenture nel settore della digitalizzazione che sta assumendo numerosi laureati, complessivamente circa 600, trova persone capaci ma purtroppo in numero insufficiente; Andrea Alessandrini di Nobento che produce serramenti, destinati fuori dal mercato locale e che con la sua organizzazione non trova eccessivi ostacoli per i trasporti: ha assunto in breve tempo 120 dipendenti. Marco Deiosso ha creato Nausdream impresa locale specializzata in nautica da diporto, noleggi, escursioni che si sta diffondendo nel Mediterraneo  e anche fuori. Altri due non rappresentano proprio delle imprese nuove.

Mario Paffi del Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada ha raccontato della capacità di orientamento per tutto il territorio, fondamentale per il turismo interno. Infine Francesco Muntoni, di Aggius, ha sulle coste galluresi una diecina di alberghi, di alta qualità, il gruppo Delphina, Ha esposto il suo punto di vista sul turismo, la necessità di ampliare il periodo di lavoro, di migliorare la promozione sopratutto internazionale.

Anche in passato erano state presentate nuove imprese locali che hanno fatto ottime scelte di sviluppo.

         

 

Add Comment