Cagliari: riemergono dal mare  dopo 2 mila anni  2  ceppi di ancore romane

I reperti sono stati portati alla luce nel tratto di mare di fronte al Capo Sant’Elia a Cagliari.

di Annalisa Pirastu

I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e il Nucleo Subacquei di Cagliari hanno recuperato due ceppi di un’ancora in piombo di epoca romana.

I reperti risalirebbero al periodo tardo repubblicano, in una finestra temporale che va dal I sec. a.C. al II sec. d.C. e sono stati portati alla luce nel tratto di mare di fronte al Capo Sant’Elia a Cagliari.

I reperti fanno parte di operazioni di ricerca e controllo che i carabinieri dei Nuclei Tutela Patrimonio e Subacquei in collaborazione coi responsabili di archeologia subacquea della Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, effettuano con cadenze periodiche.

I tecnici e i carabinieri preposti operano una serie di controlli e monitoraggi delle aree marine protette e dei siti archeologici subacquei del Sud Sardegna. l controlli verrebbero predisposti per prevenire ed eventualmente impedire illeciti ai danni del patrimonio costiero, naturalistico e archeologico del mare sardo.

Proprio in uno di questi controlli sono stati notati a circa 40 metri di profondità i due ceppi di ancora della lunghezza di circa 135 centimetri. Messi in sicurezza i ceppi sono in fase di studio da parte dei responsabili archeologici della Soprintendenza di Cagliari.