Arrestati 5 uomini dediti a rapine a Cagliari

I malviventi individuati grazie alle riprese di telecamere e del loro traffico telefonico. Le vittime designate venivano seguite nei propri movimenti fin dalla giornata precedente le rapine. La ricostruzione dei fatti nella conferenza stampa in Questura

di Antonio Tore

 

La Polizia di Stato attraverso gli Investigatori Squadra Mobile – Unità Antirapina – ha dato esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Cagliari, nei confronti di altrettanti soggetti, di matrice sarda, responsabili, in concorso, di due rapine aggravate consumate nei mesi scorsi nel capoluogo isolano. L’operazione si inquadra nelle iniziative disposte dalla Questura di Cagliari mirate alla repressione delle attività illecite di natura predatoria consumate prevalentemente nell’area del centro cittadino.

Le persone arrestate, che sarebbero gli autori delle rapine, sono:

Gin Fois, di 50 anni

 

Roberto Saddi37 anni 

 

Gianluca Loddo, nato nel 1971  

 

Pierpaolo Cabras, nato nel 1962

 

Andrea Argiolas, di 45 anni

I provvedimenti restrittivi si inquadrano nelle iniziative investigative avviate dalla Squadra Mobile, con la direzione della Procura della Repubblica di Cagliari, sul citato gruppo criminale a seguito di alcune azioni predatorie consumate, recentemente, ma con particolare riferimento a quella avvenuta il 6 marzo scorso nei pressi della Banca di Cagliari di viale Ciusa, ai danni della titolare di un supermercato del capoluogo isolano, aggredita mentre si accingeva a versare, presso il medesimo Istituto di Credito, la somma di circa 40.000 euro, provento dell’attività commerciale.

 

Dalle primissime indagini, avviate dalla sezione specializzata antirapina sarebbe stato inquadrato il gruppo criminale sospettato della grave azione criminale attraverso l’acquisizione delle immagini poste nelle vicinanze dell’obiettivo e, soprattutto, attraverso quelle dislocate lungo il tragitto dal supermercato della vittima, discount Majorca ubicato nella via Majorca 1 di Quartu Sant’Elena, fino alla Banca di Cagliari di viale Ciusa.

Infatti dalla visione dei filmati è stato possibile accertare, da una telecamera posta lungo il tragitto, che l’azione criminale sarebbe stata già programmata il giorno antecedente quando la vittima era già pedinata dai rapinatori, mentre il giorno della rapina si noterebbe, da una telecamera posta nei pressi del supermercato, uno dei rapinatori che segnalava l’uscita della donna dall’esercizio commerciale.

Con l’identificazione dei possibili autori attraverso la visione delle immagini, gli inquirenti hanno avviato un attento approfondimento investigativo sul traffico telefonico delle utenze in uso ai sospettati.

Da tale accertamento, attraverso i loro contatti e l’analisi delle celle telefoniche agganciate, sarebbe stato possibile ricostruire i movimenti degli indagati, coincidenti con gli spostamenti avuti dalla vittima il giorno della rapina fino al suo arrivo la Banca di Cagliari di viale Ciusa.

Dalla prosecuzione dell’attività investigativa gli inquirenti avrebbero acquisito sostanziali elementi di prova a carico del gruppo criminale anche in ordine alla seconda rapina aggravata, consumata il 16 aprile scorso in via Famagosta di Cagliari, ai danni di un’addetta alla raccolta degli incassi delle slot machine di proprietà della Gallura Games, per un importo complessivo di circa 5.000 Euro;

Nel corso della rapina gli indagati minacciavano con la pistola un testimone che a bordo della propria autovettura tentava di richiamare l’attenzione delle altre persone suonando il clacson della macchina.

Nell’occasione è stato possibile ricostruire i movimenti anomali dei rapinatori collocabili sul luogo di quest’ultima rapina; ma soprattutto alla luce della estrema pericolosità dei soggetti indagati e della imminente realizzazione di una nuova e più grave azione criminale gli inquirenti decidevano di agire con alcune perquisizioni.

In particolare dalla perquisizione eseguita a carico dell’Argiolas, uno dei componenti la presunta banda con il ruolo di probabile custode, venivano rinvenuti, in via Toti, e sequestrati uno scooter T-Max del tutto identico per colore al motoveicolo utilizzato per la rapina di via Famagosta, nonché capi di abbigliamento, scarpe, caschi, oggetti tutti assolutamente compatibili con quelli utilizzati dai rapinatori in occasione delle due rapine.

Veniva inoltre rinvenuta, occultata nella cappa della cucina, una pistola scacciacani riproducente una pistola semiautomatica Beretta, quindi anch’essa compatibile a quella utilizzata sempre in occasione della rapina di via Famagosta; la stessa era priva del tappo rosso, con la canna solo parzialmente otturata, in modo da sembrare una vera arma da sparo.

Inoltre, sarebbe stata rinvenuta una borsa 24 ore “P-Quadro” di colore nero, una sacca in tela a fondo verde con una banda centrale colorata, documentazione contabile varia intestata alla Gallura Games Srl, un conta monete (ed altro), tutti oggetti riconosciuti dalla vittima come a lei rapinati.

Pertanto sulla scorta degli elementi probatori raccolti ed in base al quadro indiziario refertato alla locale Autorità giudiziaria, il Giudice per le Indagini Preliminari ha ravvisato i gravi indizi di colpevolezza a carico del gruppo criminale, condividendo soprattutto i profili di pericolosità dei rapinatori, pronti ad eseguire nuove e più gravi azioni predatorie.

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