Filcams Cgil su turismo e sommerso

“Il turismo è un traino della economia della Sardegna e questo è un fatto positivo. Il settore, comunque, produce diverse diseguaglianze, dove il personale è, per la maggior parte, precario e stagionale”. Campagna nazionale di sensibilizzazione della Filcams Cgil

di Antonio Tore

 

“Se i dati del rapporto Bankitalia che sanciscono la crescita del turismo come traino dell’economia della Sardegna rappresentano un fatto oggettivamente positivo, non si può non rilevare come sia un settore che produce ancora troppe disuguaglianze e frammentazione, nel quale dilaga la precarietà, con il personale, soprattutto stagionale, esposto a ricatti e condizioni di lavoro al limite dello sfruttamento”: lo denuncia Simona Fanzecco, segretaria regionale della Filcams Cgil, categoria impegnata in questi giorni nella campagna di sensibilizzazione nazionale “Non c’è turismo senza tutele”, che mira a valorizzare il settore e le sue professionalità anche facendo chiarezza su quali sono i diritti e le tutele del lavoro stagionale.

Da qui l’appello a tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti, istituzioni, organismi di controllo e imprese: “Se davvero la Sardegna vuole crescere, valorizzando tutte le potenzialità  dello sviluppo turistico – ha detto Simona Fanzecco – occorre stringere alleanze virtuose con il mondo del lavoro, perché il rispetto delle regole, dei contratti e delle professionalità è la migliore garanzia per fornire servizi di qualità”. La Filcams rivolge l’invito a tutti i lavoratori del turismo che subiscono condizioni di lavoro fuori dalle regole, affinché si rivolgano al sindacato con l’obiettivo di arginare il fenomeno del nero e del sommerso. Agli organismi di controllo la richiesta di diversificare le ispezioni puntando soprattutto alle piccole e medie strutture, dove è più frequente che si verifichino situazioni di irregolarità contrattuale.

“La nostra campagna di sensibilizzazione, proprio per la rilevanza del settore turistico rivelata anche dal rapporto Bankitalia presentato ieri, assume nell’Isola una valenza strategica”, ha detto la segretaria Filcams aggiungendo che “valorizzare le straordinarie potenzialità del comparto significa anche agire sul fronte dei diritti nel lavoro e del rispetto delle regole, promuovendo occupazione di qualità e contrastando in tutti modi i fenomeni di illegalità”. Per far fronte al problema occorre potenziare i controlli ma anche sensibilizzare i lavoratori sui loro diritti, dalla firma di un regolare contratto al rispetto degli orari di lavoro fino alla richiesta della disoccupazione.

Nonostante l’incremento delle presenze negli ultimi anni (14.386.000 nel 2017, il 6.6 per cento in più rispetto all’anno precedente) si registra una diminuzione dei posti letto alberghieri (109.408 nel 2016, 105.365 l’anno scorso) mentre quelli totali sono passati da 209.896 nel 2016 a 212.751 nel 2017: “Si tratta di dati parziali estrapolati dalla piattaforma Sired e relativi alle strutture classificate – ha detto Simona Fanzecco – che non tengono conto di un sommerso stimato in circa ulteriori 15 milioni di presenze”.  E’ evidente, secondo la categoria, che occorre mappare con precisione la diffusione delle strutture ricettive e lavorare per riportare in chiaro le presenze turistiche che sfuggono ai controlli, anche con l’obiettivo di incrociare i dati delle presenze e delle strutture ricettive per rispettare i coefficienti di congruità che definiscono il numero dei lavoratori e delle professionalità da impiegare: “Monitorare e incrociare i dati è fondamentale – spiega Simona Fanzecco – perché in base al numero di presenze in una struttura ricettiva, sono necessarie determinate figure professionali e determinati livelli contrattuali”. Accade invece che le condizioni di lavoro tra dipendenti siano spesso diversificate e al ribasso, con contratti di ogni tipo e trattamenti economici e normativi molto diversi.

L’anello più debole del sistema sono i lavoratori, che spesso si rivolgono al sindacato a fine stagione, quando si trovano costretti a rivendicare stipendi non pagati o a denunciare le condizioni di lavoro irregolare a cui sono stati costretti nei mesi di lavoro estivo: “Si tratta di invertire questa tendenza – ha concluso la segretaria Filcams – ripristinando certezze e garanzie per tutti i lavoratori, ne trarrebbero giovamento il sistema dell’accoglienza complessivo e le stesse imprese che vi operano”.

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