Cgil: denuncia ritardi su Lavoras da parte della Giunta regionale

La denuncia della Cgil sui ritardi nella pubblicazione del bando LavoRas da parte della Regione. “Occorre attivare una task force di tecnici da mettere a disposizione degli Enti Locali. I Comuni devono consorziarsi per velocizzare i tempi dei progetti e dei cantieri”

di Antonio Tore

“Scandire la tempistica del bando Lavoras non basta a colmare i gravi ritardi con cui è stato  finalmente pubblicato, e non si trovano giustificazioni per quelli sul reddito di inclusione e sulle misure per il diritto allo studio”: la denuncia della Cgil ha l’obiettivo di spronare la Regione a fare di più e meglio perché i ritardi vanno ora recuperati, con un input a Insar perché bruci i tempi fissati per l’analisi dei progetti, ma anche con un sostegno fattivo ai Comuni in difficoltà nell’elaborazione dei progetti. Il segretario Cgil Michele Carrus reitera quindi la richiesta di “una task force di tecnici che deve essere messa a disposizione degli Enti locali e, nello stesso tempo, invita i Comuni a consorziarsi, anche per velocizzare i tempi dei progetti e dei cantieri”. All’Insar poi, un appello preciso: “Ci auguriamo che non si vogliano attendere tutti i trenta giorni prima di analizzare le richieste, ma che vengano approvate via via con la massima celerità per aprire subito i cantieri, perché c’è il rischio che non si spendano le risorse e restino avanzi di amministrazione non utilizzabili”.

La lentezza nell’attuazione di Lavoras e nell’azione complessiva della Regione in questo ultimo scorcio di legislatura sono stati al centro del dibattito del Direttivo regionale Cgil, che in un documento votato all’unanimità ha espresso “una forte preoccupazione per i ritardi sugli interventi  – Piano straordinario per il lavoro, diritto allo studio, reddito d’inclusione – che pure avevano costituito il fulcro della manovra di bilancio per il 2018, approvato per la prima volta in tempo utile, proprio per consentirne la migliore realizzazione”.

Il Direttivo ha sottolineato che la definizione di tutte le misure di Lavoras era avvenuta nel primo trimestre dell’anno, compresa l’operatività della cabina di regia che si preferì alla task force invocata dal sindacato per l’accelerazione  delle misure del Piano,  e che “risulta incomprensibile che ancora non siano stati avviati i previsti cantieri di lavoro per i disoccupati, che ci siano voluti quasi sei mesi per la firma della convenzione tra la Regione e la sua agenzia Insar e che non sia stato ancora avviato il relativo Osservatorio”. Secondo il sindacato, che nei mesi scorsi aveva ripetutamente sollecitato la Giunta a velocizzare l’iter, c’è il rischio “di pregiudicare il corretto utilizzo delle risorse stanziate e la validità ed efficacia del Piano stesso, messo sotto critiche ingenerosamente preventive anche da parte di alcuni Enti locali e di esponenti della stessa maggioranza”.

Nel documento del direttivo – un ordine del giorno punto di partenza  per una riflessione più ampia che nei prossimi giorni coinvolgerà tutti i segretari di Categoria e delle Camere del Lavoro – si legge anche che “sarebbe più utile e opportuno, piuttosto che disperdere energie in altre questioni meno urgenti, concentrare ogni sforzo, nella parte ormai conclusiva della legislatura, verso il completamento e l’attuazione delle attività programmate e delle riforme avviate, per cogliere qualche frutto positivo prima possibile: dal rilancio del Piano regionale per le infrastrutture alla metanizzazione al riordino degli Enti locali lasciato a metà, da quello dei servizi sanitari territoriali, solo accennato ma indispensabile ad accompagnare la riforma delle reti ospedaliera e dell’urgenza, alla revisione della continuità territoriale aerea e marittima e al riassetto dei servizi del trasporto pubblico locale”. Secondo la Cgil vanno limitati all’essenziale ulteriori grandi propositi riformatori in materie complesse e scelte controverse, come quelle sul governo del territorio, “che andrebbero semmai contenute entro i soli interventi di rettifica normativa e snellimento procedurale, certamente condivisi da tutti, per consentire agli Enti locali di adottare finalmente i propri piani urbanistici adeguandoli al Piano paesaggistico, vero patrimonio collettivo dei sardi”.

Oltre a questo, la Cgil chiede di concentrare l’attenzione della Giunta  verso i necessari interventi per il rilancio dei settori produttivi e delle misure per le zone interne, a partire dai piani di riqualificazione e riconversione delle diverse aree di crisi industriale: “a Portovesme e Porto Torres, dove è necessario richiamare Eni al rispetto degli impegni di investimento sulla chimica verde, ad Arbatax e Ottana, dove occorrono interventi di bonifica e riqualificazione ambientale con la sua inclusione tra i Sin, accanto all’adozione di un adeguato Piano di sviluppo di filiera”.

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