Contamination Lab, il team dell’Università di Cagliari guida l’Italian CLab Network

L’ateneo di Cagliari rafforza il proprio ruolo di leadership in ambito nazionale. Ieri Maria Chiara di Guardo ha coordinato i lavori nell’incontro tenutosi al Miur. Al meeting romano con dirigenti ministeriali e responsabili delle realtà locali, sono state affrontate alcune tematiche chiave. Tra queste, le filosofie di sviluppo degli scenari universitari e no

di Antonio Tore

 

UN MONDO IN DIVENIRE. Lo stato dell’arte del CLab, le politiche per le startup innovative e le proposte di sviluppo della rete: sono stati questi alcuni degli argomenti trattati ieri – mercoledì 4 luglio – a Roma nella sala conferenze del Miur (Ministero istruzione, università e ricerca). Ad aprire i lavori Maria Chiara Di Guardo. La professoressa dell’Università di Cagliari – network chief e responsabile scientifico CLab UniCa – con Mauro Massulli (dirigente Miur) ha introdotto la giornata. Di particolare pregio il ruolo assunto sul campo e con i risultati – apprezzati su scala internazionale – dal Contamination Lab di Cagliari, designato lo scorso anno alla guida del Network che raggruppa i CLab italiani. Una posizione che conferma un percorso di crescita e sviluppo con risposte concrete ai giovani afferenti all’Università del capoluogo, in possesso di idee e talento, applicabili anche su discipline differenti. Un mondo ricco di ingegno, motivato e pronto a misurarsi su più fronti. Quel che il tema della professoressa Di Guardo sostiene, incoraggia e rilancia su vasta scala. La risposta dei mercati? Più che positiva: le start up maturate nel CLab di Cagliari hanno ottenuto successi lusinghieri e sono in continua evoluzione. Ingegno, talento e trasversalità come ingredienti base di un percorso che l’ateneo coltiva al top da cinque anni.

SCALETTA LAVORI. Il meeting è stata fertile occasione per presentare i risultati del questionario online sulle principali tematiche. A seguire, gli interventi dei rappresentanti della rete dei CLab italiani. “Il Network è un progetto rivoluzionario nel mondo universitario. Non solo trasferimento tecnologico ma creazione culturale. I singoli CLab possono crescere sfruttando la reputazione nazionale del Network” le parole di Chiara Di Guardo. Per il Contamination Lab dell’Università di Cagliari, capofila dell’Italian CLab Network, un plauso a 360 gradi con il rafforzamento di una reputazione solida legata a una best practice a livello nazionale. I lavori sono proseguiti con l’intervento di Mattia Corbetta (segreteria tecnica Mise, Ministero sviluppo economico) incentrato su una panoramica delle politiche attive per le startup innovative. I referenti  hanno poi costituito il Comitato di esperti in materia di creazione di impresa e l’approvazione del regolamento del CLab Network. L’incontro si è concluso con gli interventi sulle proposte di attività di interesse del Network e sull’attivazione della rete dei Tutor CLab. Sul tavolo anche il confronto per la proposta di aggiornamento del sito ufficiale dell’Italian CLab Network.

Info: Contamination Lab Università di Cagliari su unica.it