Vertenza ARAS, appello della UILA: lavoriamo insieme per risolvere i problemi

Garau (UILA): “I dipendenti non possono stare ancora senza stipendio, subito la nomina del liquidatore”

di Antonio Tore

 

La Giunta regionale sta lavorando affinché trovi applicazione la legge regionale 3/2009 che garantirebbe il passaggio dei lavoratori all’interno di LAORE: questa è la strada auspicata dalla maggioranza dei dipendenti e bene ha fatto la Giunta a intraprenderla”.

E’ quanto afferma la segretaria generale della Uila UIL Sardegna Gaia Garau  a proposito delle ultime polemiche sulla vertenza ARAS. “Ci preoccupa il costante battibecco tra assessorati e deputati del M5S – prosegue Garau -. Vista la drammaticità della situazione e la messa in liquidazione dell’Associazione, sarebbe opportuno che si lavorasse per risolvere il problema e non per muovere accuse reciproche. In una nota gli assessori Caria e Spanu hanno sottolineato di aver chiesto ulteriore documentazione all’AIA nel mese di agosto e che tale documentazione non è stata trasmessa. Questa documentazione, a detta dei dipendenti, è stata trasmessa ad AIA ed è nella disponibilità dell’ARAS. Pertanto non si capisce la ratio di questo ritardo”.

Secondo la segretaria della Uila “è sempre più urgente la nomina del professionista già individuato dall’assessore Caria, in accordo con il Tribunale, che si occupi dell’ordinaria amministrazione di un’associazione ormai allo sbando, dove attualmente si lavora senza direttive e senza retribuzioni. L’impressione è che i liquidatori si stiano tirando indietro rispetto agli impegni assunti con l’assessorato. Il fatto che non si siano preoccupati di richiedere l’Agenzia LAORE l’ulteriore tranche del finanziamento previsto dalla delibera di Giunta Regionale n° 6 /20 del 2018 mette in luce il totale menefreghismo nei confronti dei dipendenti. La conseguenza – evidenzia Garau – è che il personale continua a lavorare senza retribuzioni anticipando di tasca le spese necessarie alla prosecuzione dell’attività. L’assessorato ci ha chiesto di non interrompere il servizio perché è la rendicontazione dell’attività svolta a garantire le retribuzioni future e l’attivazione di uno sciopero potrebbe essere scontata in seguito. Per questo, per ora, non abbiamo proclamato uno sciopero, per non creare danni agli stessi dipendenti. E’ chiaro però che i dipendenti non possono ancora lavorare senza ricevere lo stipendio”.

 

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