Un Cagliari “svagato” lascia tre punti a Parma

Dopo la bella prova con il Milan, la squadra non ha avuto la capacità e la forza di calarsi nella realtà della lotta per la salvezza. Il portiere del Parma non ha effettuato nemmeno una parata degna di nota. Barella da solo non può risolvere le partite

di Antonio Tore

Squadra rossoblù irriconoscibile contro il Parma. Il Cagliari ha iniziato la partita come contro il Mila, cioè prendendo le redini e cercando di imporre il proprio gioco. Ma dopo i primi 10/15 minuti di spinta propulsiva (durante i quali non era stato effettuato alcun tiro in porta) la squadra si è fatta imporre il contropiede dal Parma, facendo traballare una difesa incerta e, spesso, mal disposta.

Davanti alle folate di Inglese e Gervinho, la difesa ha ballato malamente, mal coperta anche dal centrocampo, in cui sono mancati velocità e pressing già nella metà campo avversaria.

L’assenza dell’ultimo momento di Pavoletti, ha offerto una grande opportunità a Cerri, ma il gigante ha vagato senza trovare una posizione in campo, senza recuperare alcun pallone o battersi, comunque, come il Pavoloso sta facendo in questo inizio di campionato.

Anche Cragno non ha mostrato la sicurezza di altre volte e sul gol di Inglese le responsabilità sono state di Romagna e del portiere in ugual misura.

Il discorso, probabilmente, va esaminato sotto il profilo psicologico e, in particolare, su un aspetto ricorrente in questa squadra nel corso degli ultimi anni: quando viene disputata una bella partita, come è stata quella col Milan, si crede di essere diventata una bella realtà e ci si specchia come aveva fatto il famoso “Narciso”. Ma il finale sarebbe troppo doloroso, se ci si ricorda della morte per annegamento del protagonista della mitologia greca.

Come si dice in questi casi, bisogna subito dimenticare la brutta prestazione e calarsi nella realtà del livello delle squadre che lottano per la salvezza: coltello tra i denti, grinta, pressing, aiuto reciproco e coraggio. Sono queste le armi che possono produrre i risultati che i tifosi si aspettano.

Il campionato non lascia spazio alle recriminazioni: mercoledi prossimo, al Sardegna Arena arriva l’ex Giampaolo, con la sua Sampdoria che ogni anno rinasce, anche dopo la partenza di alcuni giocatori importanti. Eppure l’allenatore riesce, sempre, a trasmettere la sua filosofia di gioco, portando la squadra a livelli di eccellenza.

La realtà del Cagliari deve essere diversa. Nella rosa ci sono giocatori di statura nazionale ed internazionale: Barella su tutti, ma anche Bradaric e Srna non sono gli ultimi arrivati. Da loro soprattutto, ci si aspetta che prendano la squadra per mano, in ogni partita e per 90 minuti, non solo contro le cosiddette grandi.

Certo, i tifosi sognano sempre in grande, ma la filosofia deve essere quella del gioco visto contro il Sassuolo, l’Atalanta e il Milan.

All’allenatore e ai giocatori spetta il compito di farsi amare dai tifosi che, comunque, non lasciano mai sola la squadra, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà.