Cossa: “L’Assessore Paci si dimentica di aver rinunciato alla vertenza sulle Accise”.

Attacco del rappresentante dei Riformatori in Consiglio regionale all’assessore Paci sulla vertenza degli accantonamenti con il Governo nazionale. Pubblichiamo il comunicato stampa di Cossa.

di Antonio Tore

“Ancora una volta l’Assessore Paci dimostra di avere memoria corta, dimenticando che oggi il problema degli accantonamenti sarebbe molto meno pesante se la Giunta Regionale non avesse rinunciato a suo tempo alla vertenza-accise, che costano ad oggi oltre tre miliardi di euro l’anno ai sardi”.

 Lo dichiarano Michele Cossa, Consigliere Regionale e Franco Meloni, cel centro studi dei Riformatori, commentando la lettera dell’Assessore regionale al Bilancio al Ministro Tria. “Fin dal 2014 – dichiara Cossa – il Presidente Pigliaru e la sua Giunta sottoscrissero un accordo suicida con lo Stato sulle entrate che spettavano alla Regione, e si impegnò a ritirare tutti i ricorsi che furono presentati alla Corte Costituzionale da parte della Giunta precedente e persino a rinunciare ai benefici che sarebbero potuti derivare dall’accoglimento di altri ricorsi”.

 “Non solo: davanti alla sentenza sulle accise che ha respinto il ricorso della regione Sicilia, per ragioni diametralmente opposte a quelle sostenute dalla Giunta – prosegue – non si capisce con quali motivazioni la Giunta sarda ora gridi allo scandalo. Se l’Assessore Paci avesse agito allo stesso modo oggi i soldi delle accise, e parliamo di tanti milardi persi, sarebbero potuti spettare ai sardi se non avessero avuto questa disastrosa Giunta”.

 La vertenza sulle accise rappresenta una delle battaglie politiche fondamentali portate avanti dai Riformatori e “nonostante a Paci avessimo detto con chiarezza che era un errore rinunciare a cuor leggero a questi diritti – affermano Cossa e Meloni – ci scontrammo con l’idea che potessero esistere governi “amici”. L’accordo di Paci è costato alla Sardegna almeno un paio di miliardi in quattro anni, ed oggi la Giunta e la sua maggioranza hanno l’enorme responsabilità politica e morale di avere perduto i soldi delle accise, che i due rifiutarono di difendere davanti alla Corte Costituzionale, arrivando al punto di sottoscrivere nelle Norme di Attuazione dello Statuto che quei soldi non spettavano ai sardi”.

 “Oggi – concludono i Riformatori – che sia proprio Paci a chiedere indietro soldi dal Governo è un paradosso. Per fortuna mancano solo pochi mesi alla fine di questa terrificante, per i sardi, avventura politica”.