Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Villaputzu

Ogni settimana raccontiamo la storia di un  paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, le sue bellezze  geografiche e la sua comunità

di Antonio Tore

Villaputzu (Biddeputzi in sardo) è un comune del Sud Sardegna di meno di 5.000 abitanti e confina con i comuni di Muravera, San Vito, Villasalto, Armungia, Ballao, Escalaplano, Perdasdefogu, Jerzu, Ulassai e Arzana.

Il nome, secondo Massimo Pittau, si sarebbe dovuto tradurre in Villa Pozzo o, molto meglio, lasciare la forma sarda: Bidda Putzu o Biddabutzu. Si tratta dunque di un villaggio che deriva il suo nome da un pozzo, evidentemente di acqua abbondante e perenne.

Dai reperti storici si sa che si inizia a parlare di Villaputzu intorno al 1100 circa, ma il primo documento attestante l’esistenza del centro abitato è del 1120, dove ricorre il nome di Villa Pupia.

Anticamente denominato “Villa Pupus” o “Villa Pupia”, Villaputzu si identifica con l’insediamento fenicio-punico di Sarcapos, già citato nell’antichità da Tolomeo e ubicato a pochi km dalla foce del Flumendosa. A causa delle frequenti e distruttive incursioni barbariche del VIII e IX sec, il villaggio si spostò in una zona più interna e facilmente difendibile che è possibile individuare nel sito in cui si trova oggi Villaputzu.

Il centro urbano e la zona attigua sono da ritenersi di notevole interesse dal punto di vista culturale, archeologico, storico, faunistico e paesaggistico.

Nel territorio circostante si trovano importanti testimonianze di antiche civiltà locali, come i nuraghi, le domus de janas e le tombe megalitiche; dell’Età medievale con il Castello di Quirra, quello di Malvacino e di Gibas, le Torri costiere di Porto Corallo, di San Lorenzo, la Torre Murtas, la Torre Motta e la chiesa di S. Nicola di Quirra, situata ai piedi dell’omonimo Castello.

Il territorio di Villaputzu offre la possibilità di interessanti escursioni in uno splendido paesaggio naturale caratterizzato dalla presenza di cavità ipogeiche naturali, di testimonianze dell’attività mineraria di inizio secolo con la miniera di Baccu Locci, parte integrante del Parco Geominerario Sardo

Il villaggio minerario di Baccu Locci, uno dei siti più suggestivi dell’Isola, è ubicato in prossimità delle sponde dell’omonimo torrente, in località Salto di Quirra, al confine con i comuni di S.Vito, Jerzu e Villasalto, e rappresenta un esempio emblematico di architettuta classica mineraria in Sardegna, risalente ai primi del Novecento.

Il complesso minerario, che rimase in attività fino al 1965 per l’estrazione dell’arsenopirite, comprende circa trenta edifici di epoca storica ed una ricca dotazione di rari impianti industriali per l’estrazione del minerale.

Certamente costituiscono attrattiva del luogo, l’ex laveria ed il piccolo bacino artificiale creato per l’invaso delle acque e localizzato al di sotto dei selvaggi versanti a picco dell’Altopiano Cardiga.

Per gli appassionati ed i collezionisti si sottolinea la facilità di reperimento nell’area di magnifici campioni da collezione. Sono, inoltre, numerose le valenze archeologiche che è possibile ammirare nell’area circostante il villaggio.

A pochi chilometri dal centro abitato si trovano le spiagge: quella più nota di Porto Corallo, la spiaggia di Quirra (detta anche De S’Acqua Durci o di Murtas), solo parzialmente accessibile a causa dei vincoli militari cui è soggetta, e l’incantevole Spiaggia di Porto Tramatzu e quella della Foce del Flumendosa,

Il Monte del Castello di Quirra, sormontato dalle rovine dell’omonimo Castello medioevale, ed immerso in uno scenario ambientale è tra i più suggestivi del Sarrabus e si trova tra l’Altopiano di Cardiga ed il mare, nella piana alluvionale attraversata dal Flumini Durci.

Pur non presentando un’età di formazione molto antica, le cavità ipogee finora esplorate hanno rivelato ai visitatori paesaggi di inaspettata bellezza ed intensità. Tra le grotte più suggestive presenti sono:

Prigione: Localizzata alle pendici del Monte, nell’antichità vi venivano rinchiusi coloro i quali si erano macchiati di reati comuni ed i prigionieri di guerra.

Grutta de Giuanniccu Mene: E’ una grotta complessa, per l’intricata rete di cunicoli, dislivelli e passaggi che si diramano al suo interno, ma anche una delle più affascinanti. E’ costituita da un ambiente circolare, al centro del quale risalta agli occhi del visitatore un’imponente massa rocciosa.

Grutta de Nicolau: Questa cavità, la cui denominazione deriva dalla presenza nelle vicinanze della Chiesa di S.Nicola, è stata scoperta in seguito al brillamento di una mina risalente alla Seconda Guerra Mondiale.

Is Stampus de su Monti’e su Casteddu: E’ un complesso di sei grotte, costituite da cumuli fossili, localizzate in direzione Sud- Est e Nord-Ovest.

Grotta del Fico d’India: Questa grotta, che prende il nome dalla presenza al suo ingresso di numerose piante di Fico d’India, è grande e complessa, essendo costituita da quattro piani sovrapposti e tra loro intercomunicanti. Numerosi sono i corridoi fossili presenti.

Grotta del Fico: Localizzata sul versante Sud-Ovest del Monte del Castello di Quirra, prende il suo nome dal maestoso albero di fichi al suo ingresso. Nel vano centrale della cavità è possibile ammirare numerose e suggestive stalattiti e stalagmiti di notevoli dimensioni.

Riparo del Castello: Alla base della massa rocciosa su cui poggiano i resti del Castello, sul versante Nord-Ovest del Monte, la grotta si apre con un vasto androne, al quale segue un cunicolo stretto e angusto.

Grotta degli Sperlerpes: A circa 10 metri dalla cavità precedente, la grotta si apre con un vano di discrete dimensioni, sul fondo del quale si sviluppa un cunicolo che immette in un altro ambiente, dal quale si dirama un passaggio interrotto, in quanto ostruito da numerose concrezioni.