Consiglio regionale: approvata risoluzione su indennizzi per il maltempo ai pescatori di Santa Gilla

La Giunta dovrà verificare la possibilità di concedere indennizzi, con un bando, per il risarcimento del danno subito a seguito delle alluvioni di questo periodo. La posizione di Lancioni (Psd’az)

di Antonio Tore

Il Consiglio regionale, con l’astensione delle forze politiche di opposizione, ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta a “verificare la possibilità di concedere indennizzi, ad attivare nelle zone interessate iniziative finalizzate ad assicurare continuità lavorativa e di reddito ai lavoratori coinvolti, ad attivare entro il mese di novembre un apposito bando diretto al risarcimento dei danni subiti dal settore, e ad utilizzare a incrementare, per gli specchi delle acque interne del mare territoriale, con la massima urgenza le risorse attualmente stanziate, al fine di evitare che gli eventi meteorologici possano procurare una situazione così catastrofica come quella attuale”.

Lancioni (Psd’az) ha rilasciato un comunicato stampa a proposito del problema, chiedendo: “subito un intervento per la canalizzazione delle acque a Santa Gilla. urgente il fondo sociale per le emergenze”.

“Il maltempo devasta anche la laguna di Santa Gilla. La moria di cozze all’interno dello stagno sta mettendo in ginocchio la cooperativa, con l’esercito dei 230 pescatori bloccato da questa tragedia. Il Consiglio regionale ha approvato oggi una Risoluzione sui gravi danni causati da eccezionali eventi meteorologici alle attività di pesca nelle acque interne della Regione, con particolare riferimento alla laguna di Santa Gilla. Un documento che impegna la Giunta regionale a verificare la possibilità di concedere indennizzi, ad attivare nelle zone interessate delle iniziative finalizzate ad assicurare continuità lavorativa e di reddito ai lavoratori coinvolti”.

Il consigliere del Partito Sardo d’Azione, che ha sostenuto la risoluzione, lancia anche un appello: “Occorre immediatamente attivare il fondo sociale per le emergenze dovuto in seguito alle grandi calamità. C’è poi un altra criticità: la situazione mette in evidenza la necessità di un intervento di canalizzazione all’interno del bacino lagunare – spiega – per scongiurare nuove tragedie di mitili. Le ingenti precipitazioni segnalano che nel compendio si è riversata in mare una massa enorme d’acqua e fango – conclude Lancioni – che ha compromesso l’habitat naturale. Occorre quindi un intervento per la riqualificazione del bacino e la ripresa dell’attività ittica”.

 

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