Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Villanovafranca

Ogni settimana raccontiamo la storia di un  paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, le sue bellezze  geografiche e la sua comunità

di Antonio Tore

Villanovafranca è un piccolo paese di circa 1500 abitanti ubicato nella Sardegna centro meridionale, nella Provincia del Sud Sardegna, Confina con Las Plassas, Villamar, Barumini, Gesico, Guasila ed Escolca.

Si ritiene che il nome Villanovafranca abbia le sue origini nel fatto che il paese aveva concessioni di franchigie. Mancano documenti però che chiariscano se la villa sia sorta con i benefici delle concessioni o, se come tutte le altre Villanovae, sia nata in funzione rurale e abbia modificato la propria denominazione quando acquisì le concessioni.

Comunque è confermata la presenza di insediamenti nuragici che dimostrano che un centro abitativo esisteva ancor prima che prendesse la denominazione di Villanovafranca.

Sono presenti nel territorio numerosi insediamenti e siti archeologici prevalentemente riferibili ai periodi proto nuragico e nuragico. Il più importante di questi è sicuramente il nuraghe “Su Mulinu” (XVI° sec. a.c.- XI sec. d.c.).

La fortezza nuragica di “Su Mulinu” sorge in prossimità dell’abitato sulla dorsale collinare che domina il corso del Fiume Mannu, antica via fluviale che collega la fertile pianura del Campidano al giacimento di rame di Funtana Raminosa (Gadoni). Gli scavi effettuati da Giovanni Lilliu hanno evidenziato nel nuraghe una straordinaria ed inedita valenza templare.

Ancora in fase di studio e di scavo, ha restituito un prezioso cimelio, unico nel suo genere: un altare sacrificale nuragico con vasca in arenaria locale, rinvenuto all’interno, riferibile all’ VIII° secolo a.C.. L’altare riveste enorme importanza nello studio della controversa utilizzazione dei nuraghe.

Il nuraghe “Su Mulinu” cessò di essere una fortezza per diventare, sino alla fine dell’XI secolo d.C., un luogo di culto. Di eccezionale interesse appare, a questo proposito, la scoperta, come detto, di un grande altare in arenaria il quale, provvisto di vasca, ripropone lo schema planimetrico e lo sviluppo del bastione della fortezza di “Su Molinu”. Evidenti tracce denotano che le due facce a vista dell’altare erano coronate da oggetti in bronzo. L’altare vasca, posizionato all’interno del vano, nel corso della prima età del ferro (VII secolo a.C.), testimonia la solennità dei riti sacri ad esso legati i quali, celebrati con un’articolata liturgia, dovevano prevedere sacrifici animali, vegetali o l’offerta di manufatti votivi.

Questi, inoltre, sarebbero riconducibili sia alla sfera della fertilità, nell’ambito delle attività agricolo-pastorali, sia ai riti di iniziazione dei giovani che superavano l’età puberale, o di coloro che entravano a far parte di un gruppo socialmente elevato.

Gli scavi effettuati da Giovanni Lilliu hanno evidenziato nel nuraghe anche una straordinaria ed inedita valenza templare.

In particolare una ciotola dipinta rinvenuta, denuncia una precoce, seppure sporadica, penetrazione di modelli culturali Egei anche in zone ormai interne del retro terra cagliaritano confermando una comunque stretta relazione tra la Sardegna ed il mondo miceneo in tempi anteriori al bronzo recente e finale.

Di particolare pregio e orgoglio per la cittadinanza è l’esistenza del “Civico Museo Archeologico Su Mulinu”, con annesso laboratorio di restauro, che raccoglie i più significativi reperti rinvenuti nel territorio comunale ed in particolare nella zona nuragica di “Su Mulinu” già citato. All’interno del museo, oltre alla riproduzione a grandezza naturale dell’altare sacrificale nuragico, è presente anche un percorso tattile per non vedenti.

Verso la fine del IV-III secolo a.C. una nuova occupazione del sito è testimoniata dal consistente rinvenimento di monete e ceramica punica.

Nel comune di Villanovafranca sono presenti anche altri nuraghi: Tupedili, Baracca Dragonis, Trattasi, Perdu Atzeni, Riu Stàngiu, Ruinali sa figu, Pranu sa fèurra, Salamai, Paberi, Pranu, e altri ancora.

L’economia del paese è prettamente di carattere agricolo-pastorale. Di particolare rilevanza le produzioni di grano duro e le colture dell’ulivo, vite, mandorlo e del pregiato zafferano al quale è stato riconosciuto il marchio DOP. Rinomati i dolci prodotti con la pasta di mandorle.

Tra il 17 e20 gennaio di ogni anno si festeggiano S. Antonio e S. Sebastiano, con falò e la Sagra della pecora con cena tipica ed intrattenimento musicale.

A maggio si celebra la festa di San Isidoro con solenne processione e sfilate di traccas, cavalli e costumi sardi.

Nello stesso mese viene organizzata la Sagra della mandorla, con la vendita e degustazione di dolci e prodotti tipici a base di mandorle.

A settembre, invece, viene celebrata la Festa Madonna della Salute, una ricorrenza particolarmente sentita caratterizzata da larga partecipazione della Cittadinanza. Si svolge una solenne processione con la Santa, una suggestiva commemorazione dei caduti in guerra e trasferimento della statua alla chiesa campestre. A chiusura rientro con fiaccolata e fuochi artificiali.

Nel mese di novembre si svolge la sagra dello zafferano, di cui Villanovafranca è grande produttrice al pari di San Gavino: durante la sagra sono aperti stands espositivi e di degustazione di prodotti a base di zafferano