Cagliari: “I cento anni dalla fine della Grande Guerra”

Proseguono in Consiglio Comunale le celebrazione di fatti, vicende e personalità che hanno rivestito un particolare rilievo per la città di Cagliari

di Antonio Tore

Iniziative promosse in questi ultimi anni dal presidente del Consiglio comunale Guido Portoghese, con diverse serate dedicate al ricordo di personaggi come Baccaredda, Gramsci, Cesare Pintus, Peretti, Alziator, Crespellani, Romagnino e altri.

Nella giornata di ieri, martedì 20 novembre, è stata la volta di grande evento: la celebrazione dei cento anni dalla fine della Grande Guerra, 1915 – 1918, con ricordi, figure e spaccati di vita dell’epoca, magistralmente descritti dagli ospiti.

Dopo l’introduzione del presidente Portoghese è intervenuta Maria Francesca Chiappe, Capo redattore del quotidiano L’Unione Sarda che ha fatto rivivere, attraverso le pagine del giornale di quegli anni, la vita a Cagliari con particolari dimenticati che delineano il ritratto di una città all’alba del secolo scorso.

Pagine e pagine del quotidiano, allora di appena 4 pagine con sei colonne, senza fotografie, che raccontano dell’inizio del conflitto in Europa mentre nel Consiglio comunale del periodo di Ottone Bacaredda si discute del nuovo progetto del tram elettrico.
Si passa dalla notizia della morte del papa Pio X a quella di un’Italia in bilico tra interventisti e neutrali, passando per la morte di Sebastiano Satta fino all’ingresso in guerra di un’ Italia “ormai pronta a sfoderare la spada..”.

A causa del conflitto inizia a scarseggiare il cibo e si formano lunghe file per approvvigionarsi  del pane. Sul quotidiano cittadino si continuano a raccontano le gesta della Brigata Sassari al fronte e di un 1 maggio dove il cocchio di sant’Efisio non viene trainato dal consueto giogo di buoi, ma dai reduci di guerra in convalescenza con le loro divise grigio verdi. E poi, la fine della guerra ed i festeggiamenti: una città in festa fino a tarda notte.

Luisa Maria Plaisant, ha descritto la vita delle donne cagliaritane durante la prima guerra mondiale, del loro spirito combattivo, della loro capacità di allearsi e cercare di affrancarsi dalle costrizioni sociali.

Sono seguiti i contributi di Giangiacomo Ortu e Giuseppe Caboni, dell’Istituto Emilio e Joyce Lussu, che hanno fatto un focus sulla figura del grande scrittore e politico di Armungia, il capitano della pace.

All’incontro ha partecipato anche il generale Giovanni Domenico Pintus comandante militare della regione Sardegna.