Parte l’attuazione delle Zes (Zone Economiche Speciali) in Sardegna

di Annalisa Pirastu

Le Zes o zone economiche speciali,  sono state istituite con il Decreto Sud (il 91 del 2017).

Alla Regione Sardegna è stato affidato il compito di predisporre il Piano di sviluppo strategico che deve poi essere approvato dal Ministero per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, per il proprio territorio.

Per accedere alla Zes è necessario avere una zona geografica ben delimitata e identificata, composta anche da aree non adiacenti, purché con un nesso funzionale.

La Zes, viene gestita da un Comitato presieduto dal presidente dell’Autorità di sistema portuale e deve comprendere un’area portuale della rete trans-europea dei trasporti cioèTEN-T. Per la Sardegna è stato identificato nel porto di Cagliari.

La Regione ha deciso di predisporre un’unica zona economica speciale a rete, coinvolgendo tutti i  porti con le rispettive zone retroportuali, utilizzando come nucleo centrale del progetto il porto di Cagliari. Saranno poi coinvolti tutti gli altri porti con aree industriali adiacenti.

In queste aree  nelle parole dell’Assessore  Paci, oltre all’ampliamento dell’utilizzo del credito d’imposta, la Regione si impegna a sperimentare forme di semplificazione burocratica, applicando per esempio il Suape, per favorire l’insediamento di nuove imprese grazie a procedure molto più snelle. Del processo di semplificazione burocratica si occuperà l’Assessorato dell’Industria.

La perimetrazione delle aree, come previsto dal decreto sono state individuate e si tratta delle aree portuali e retroportuali sarde, valorizzando i nessi funzionali ed economici importanti per lo sviluppo delle filiere produttive regionali.

Si è deciso di valorizzare la presenza degli aeroporti contigui a tre dei porti sardi : Cagliari, Olbia e Alghero, per aumentare l’efficacia del sistema regionale.

Terminata la perimetrazione resteranno ancora da assegnare 73 ettari per i quali si prevede che saranno individuate specifiche esigenze.

Le imprese, all’interno della Zes, potranno godere di credito d’imposta  per un massimo di 50 milioni, oltre a un raccordo con altri strumenti nazionali e regionali,  accordi per l’innovazione, contratti di investimenti, incentivi all’occupazione e  aiuti alle imprese co-finanziate con risorse comunitarie.