Ganau: definire  una rete di  parchi e aree protette per  una fruibilità diffusa anche in funzione turistica”

Il  presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau  “Sinergie gestionali e una nuova Governance per aggiornare la legge 31 sulla gestione dei parchi regionali”

redazione

Alghero, 10 dicembre 2018 – «Il sistema dei parchi e delle aree protette della nostra isola rappresenta un inestimabile patrimonio ambientale da tutelare e valorizzare, una risorsa strategica anche dal punto di vista economico per il territorio della Sardegna.

L’iniziativa dell’assessorato regionale dell’Ambiente ha certamente il pieno sostegno del Consiglio regionale che ha colto le grandi potenzialità di un’offerta unica. La definizione di una rete dei parchi e delle aree protette consentirà una fruibilità diffusa anche in funzione di una promozione turistica, oggi potenziata dalla rete escursionistica regionale, recentemente istituita».

Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau questa mattina ad Alghero durante i lavori della Prima conferenza regionale delle aree protette, voluta dall’assessora della Difesa dell’ambiente, Donatella Spano e alla quale sono intervenuti i presidenti e i direttori di parco e di aree marine protette dell’isola.

«Ricordo che in questi anni – ha sottolineato il massimo rappresentante dell’Assemblea sarda – il Consiglio regionale ha accolto in brevissimo tempo le istanze dei territori, approvando le leggi istitutive dei parchi di Tepilora e Gutturu Mannu, proprio a pochi mesi dall’avvio della legislatura, leggi che hanno avuto un approccio innovativo rispetto a quelle di costituzione dei parchi regionali di Molentargius e Porto Conte. Nella definizione delle due leggi hanno giocato un ruolo determinante le amministrazioni locali e gli altri attori del territorio che hanno partecipato a tutte le fasi preparatorie e propedeutiche all’istituzione dei parchi. Le norme riconoscono un ruolo essenziale ai comuni, alle province, alla Regione e all’Agenzia Forestas, per ciascuno dei quali sono stati individuati dei referenti precisi. Questo – ha concluso – ha consentito il realizzarsi delle migliori sinergie gestionali e di una nuova governance, sicuramente più funzionale che potrebbe essere un elemento utile su cui ragionare per la riforma della legge 31 del 1989».

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