Sindacati vigili sull’operato della nuova società in house della Regione che sostituirà i servizi dell’Aias

La presa di posizione dei sindacati CGIL, CISL e UIL sulla decisione della Regione di sostituire l’Aias nei servizi offerti alle persone disabili dal 1 gennaio 2019 è stata espressa in un comunicato unitario

di Antonio Tore

“La società per la sperimentazione Sas Domus, che inizierà a operare a gennaio, è nata per rispondere alle esigenze di lavoratori e pazienti e il sindacato vigilerà sul percorso, svolgendo il suo ruolo di contrattazione, a garanzia degli operatori e della qualità dei servizi”: intervengono così Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil sulla vertenza Aias.

Siamo fiduciosi sul percorso di nuova gestione dei servizi, che arriva dopo anni di quasi monopolio da parte di Aias”, hanno detto i segretari regionali Roberta Gessa (Fp Cgil), Davide Paderi (Fp Cisl) e Fulvia Murru (Fpl Uil), aggiungendo che “si tratta di un’associazione che ha licenziato i lavoratori solo per il fatto che esercitavano un diritto sindacale e ha accumulato ritardi nel pagamento degli stipendi non imputabili esclusivamente alla mancanza di tempestività da parte delle Asl”. Il contenzioso tra l’associazione Aias e la  Regione è aperto ma ancora non c’è  alcuna certezza sul risultato a cui approderà e, nel frattempo, occorre praticare altre soluzioni, perché sarebbe assurdo e inaccettabile che lavoratori e pazienti restassero in bilico, senza stipendi e senza servizi, in attesa che i due soggetti arrivino a definire quel contenzioso.

Da qui le perplessità dei sindacati sulle resistenze verso una soluzione che potrebbe invece restituire certezze nell’immediato: “Chi si oppone chiede di lasciare tutto come è sempre stato, compresi gli annosi ritardi nel pagamento degli stipendi”. Fp Cgil,  Fp Cisl e Fpl Uil lottano invece perché si concretizzi una soluzione nuova che risolva una volta per tutte la situazione, “perché i lavoratori non restino più senza stipendio e perché pazienti e familiari non siano vincolati a un’unica azienda che ha già dimostrato più d’una difficoltà di gestione”.

Forse è utile ricordare quante vertenze e mobilitazioni ha portato la conflittualità generata da Aias in tutti questi anni. Solo per fare qualche esempio, nel 2011 i sindacati della funzione pubblica Cgil, Cisl e Uil, già chiedevano all’assessorato alla Sanità“un intervento verso le Asl, affinché – si legge nelle note ufficiali – la liquidazione delle fatture avvenga con il vincolo al pagamento delle  retribuzioni” e , oltre a questo, lo stesso assessorato veniva invitato a convocare una riunione con i direttori generali delle Asl per “definire l’applicazione della procedura di infrazione e quindi l’anticipazione degli stipendi arretrati dell’Aias”. E ancora nel 2014, quando i sindacati di categoria territoriali, sempre unitariamente, avevano deciso, insieme ai lavoratori, di ricorrere al meccanismo previsto dall’articolo 1676 del Codice civile, sulla base del quale la Asl avrebbe pagato direttamente gli stipendi arretrati. In quell’occasione i sindacati avevano  manifestato indignazione per le dichiarazioni contro la Asl da parte di Aias, perché pretendeva che le somme destinate agli stipendi venissero erogate all’associazione che, costantemente, le tratteneva per poi erogarle ai lavoratori con mesi di ritardo”.

Siamo davanti a un sistema che non funziona da anni e che da anni ha concorso a generare proprio quel contenzioso sul quale per la prima volta si cerca di fare chiarezza” affermano Gessa, Paderi e Murru aggiungendo che “oggi possiamo puntare, finalmente, su un cambiamento innovativo, su una strada da percorrere insieme a tutti i soggetti coinvolti, vigilando e contrattando, come si addice al ruolo sindacale, sulla sua proficua realizzazione”.

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