Fondi europei. Cossa e Fois (Riformatori) a Paci: “Inutili se le risorse non arrivano ai beneficiari”

“Il rispetto dei parametri è fondamentale” sottolineano i due esponenti dei Riformatori “esso è anche il frutto di un lavoro iniziato prima che arrivasse Paci. Dove la Giunta Pigliaru ha clamorosamente fallito è nell’efficientamento delle procedure, che sono ancora più lente del passato”

redazione

“L’enfasi dell’assessore Paci sulla spendita dei fondi europei è del tutto fuori luogo: se i finanziamenti non arrivano ai destinatari in tempi ragionevoli i bandi della Regione sono solo un terribile boomerang, che affossa le aziende anzichè aiutarle. I dati formali e contabili sono una cosa, ma la realtà economica è ben diversa”. Questo l’attacco a Raffaele Paci di Pietrino Fois, coordinatore regionale Riformatori sardi e del consigliere regionale Michele Cossa.

“Il rispetto dei parametri è fondamentale” sottolineano ancora  i due esponenti dei Riformatori “esso è anche il frutto di un lavoro iniziato prima che arrivasse Paci. Dove la Giunta Pigliaru ha clamorosamente fallito è nell’efficientamento delle procedure, che sono ancora più lente del passato.

Le imprese, specie quelle piccole e piccolissime, non vengono aiutate nella partecipazione ai bandi e nelle fasi successive; la riforma della Regione, tanto annunciata e sbandierata, si è argentata chissà dove. Il risultato è che la Regione era e resta nemica delle imprese, un Moloch che sembra esistere per disturbare e non per aiutare il mondo economico”, continuano i Riformatori.
“Avevamo già denunciato che l’inaccettabile stallo dei bandi agevolati del Por Fesr 2014-2020, che Paci ha derubricato a semplici ritardi. La verità è che ancora oggi chi vince un bando si sta legando una pietra al collo, giacché non può contare sulla garanzia di tempi certi. Questa è la situazione di gran parte dei bandi regionali: il risultato è che non soltanto risorse decisive per la ripresa economica della nostra Isola non vengono effettivamente immesse nel sistema, ma si alimenta l’illusione di poter contare su finanziamenti che arrivano, purtroppo letteralmente, “a babbo morto”, concludono Fois e Cossa.

 

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