Decreto sicurezza, Anci chiede incontro. Governo accetta ma avverte: “Disapplicare legge come violarla”

Il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, scrive al Governo chiedendo che i sindaci vengano convocati per discutere le difficoltà applicative del decreto sicurezza. Palazzo Chigi apre ma puntualizza: “Inaccettabile violare norma”

 Agenzia Dire – www.dire.it

ROMA – L’Anci, per bocca del presidente Antonio Decaro, chiede al Governo un incontro per discutere delle difficoltà applicative del decreto sicurezza. Decaro lo fa dicendo di non voler alimentare polemiche inutili, ricordando che lo stesso Salvini, poco prima di diventare ministro, invitava i primi cittadini a disobbedire ad una legge (quella sulle unioni civili) e rimandando al mittente le parole ironiche del vicepremier (“Anche per i sindaci è finita la pacchia“). “Se  il ministro ritiene che il mestiere di sindaco sia una pacchia, dice infatti Decaro-, siamo pronti a restituirgli, insieme alla fascia tricolore, tutti i problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare”.

Da Palazzo Chigi fanno sapere che accettano la richiesta di incontro, ma mettono anche in chiaro che “disapplicare una legge equivale a violarla” e ribadiscono che il comportamento dei primi cittadini che si rifiutano in queste ore di applicare il decreto “è inaccettabile”.

DECARO: NORME METTONO SINDACI IN DIFFICOLTÀ. SERVE TAVOLO

“Da sindaco e da presidente dell’Anci non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell’Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà“. Lo dichiara il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, a proposito della polemica sull’applicazione della legge 113/2018 su sicurezza e immigrazione, e sulle ricadute per chi amministra le città.

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“Se ai migranti presenti nelle nostre città non possiamo garantire i diritti basilari assicurati agli altri cittadini, né, ovviamente, abbiamo alcun potere di rimpatriarli, come dovremmo comportarci noi sindaci? Inoltre – aggiunge il primo cittadino di Bari – quando si è deciso di chiudere i centri Sprar, che distribuendo su tutto il territorio nazionale il flusso migratorio assicuravano un’accoglienza diffusa, anticamera di una necessaria integrazione, alcune città hanno visto un aumento considerevole di stranieri nei centri Cas e Cara, a gestione ministeriale. Si è interrotto, così, un percorso virtuoso di accoglienza e integrazione e si è favorito l’aumento di tensioni sociali nelle comunità di riferimento”.

E riguardo alle minacce che “il ministro dell’Interno rivolge ad alcuni sindaci, non vorrei essere costretto a fargli notare – sottolinea Decaro – che poco tempo fa, prima di diventare ministro, egli stesso invitava platealmente i sindaci a disobbedire a una legge dello Statoquella sulle unioni civili. Pertanto ribadisco il mio invito ad evitare polemiche inutili e a riunire attorno a un tavolo ministero e sindaci per risolvere i problemi che questa legge, oggettivamente, crea, così come -ricorda – avevano paventato prima della conversione in legge, la commissione immigrazione dell’Anci e molti consigli comunali di orientamento politico diverso. Non è possibile sospendere i diritti basilari delle persone così come non è possibile sospendere unilateralmente l’ottemperanza di una legge”. Da qui la sollecitazione al dialogo.

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“I sindaci sono quotidianamente nella trincea dei bisogni e sono tenuti a dare risposte che non possono essere inefficaci, a maggior ragione se si tratta di diritti civili e protezione sociale – continua Decaro -. Per questo auspico che il ministro dell’Interno, contribuendo ad abbassare i toni della polemica, voglia convocarci per discutere delle modalità operative e dei necessari correttivi alla norma. Se poi il ministro ritiene che il mestiere di sindaco sia una pacchia, come ha dichiarato anche in queste ore, siamo pronti a restituirgli, insieme alla fascia tricolore, tutti i problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare”.

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PALAZZO CHIGI: OK INCONTRO ANCI, MA INACCETTABILE NON APPLICARE LEGGE

Sono “inaccettabili le posizioni degli Amministratori locali che hanno pubblicamente dichiarato che non intendono applicare una legge dello Stato. Il nostro ordinamento giuridico non attribuisce ai Sindaci il potere di operare un sindacato di costituzionalità delle leggi: disapplicare una legge che non piace equivale a violarla, con tutte le conseguenti responsabilità”. E’ quanto sottolineano fonti di Palazzo Chigi, aggiungendo che “se l’Anci desidera un incontro per segnalare eventuali difficoltà applicative collegate alla legge sull’immigrazione e sulla sicurezza, ben venga la richiesta di un incontro con il Governo, al quale anche il Presidente del Consiglio è disposto a partecipare insieme al ministro dell’Interno”.

 

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