Al nord ovest  la “Città metropolitana di Sassari”?

Ganau: “La modifica della legge 2 è l’occasione per dare risposte ai territori, l’auspicio è che l’Assemblea sarda porti avanti una discussione serena e condivisa”

 redazione

«La proposta di legge approvata in Commissione e relativa all’istituzione della provincia del Nord – est della Sardegna rimette in discussione la legge 2 del 2016 relativa al Riordino del sistema delle Autonomie locali della Sardegna. Un’occasione importante per dare risposte ai territori che rivendicano maggiore autonomia».

È quanto dichiarato dal presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau al termine dell’incontro della Conferenza dei presidenti dei Gruppi consiliari che questo pomeriggio ha ricevuto i sindaci e i rappresentanti della rete metropolitana del Nord Sardegna.

«Il Consiglio regionale deve prestare molta attenzione alla modifica di questa legge – ha sottolineato il massimo rappresentante dell’Assemblea sarda –  una legge fondamentale la cui distorsione nasce da una riforma costituzionale non avvenuta con la quale si pensava di spazzar via le province. Invece come sappiamo le province esistono e devono poter essere messe nelle condizioni di poter svolgere sino in fondo le proprie funzioni. Oggi non hanno le risorse adeguate, non funzionano bene e sono commissariate, in attesa di elezioni di secondo livello per quanto mi riguarda un vero e proprio abominio.

Credo che la proposta di istituzione di una Città Metropolitana del Nord – ovest della Sardegna – ha proseguito il presidente Ganau –  che comprende di fatto la vecchia provincia di Sassari con i suoi 66 comuni, debba assolutamente essere presa in considerazione. Mi auguro che il Consiglio regionale sia in grado di dare le risposte attese da tutti quei territori che oggi chiedono una maggiore autonomia. Domani l’Assemblea sarda – ha concluso – aprirà la discussione sulla modifica della legge 2 alla quale sono stati già presentati diversi emendamenti che riguardano anche l’area metropolitana del Nord – ovest dell’isola.  L’auspicio è che il Parlamento sardo possa portare avanti una discussione serena e concreta

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