A Sestu lunghe file e  locali inadeguati per fare i  vaccini

Michele Cossa “A Sestu vai a fare il vaccino, rischi di tornare a casa malato”

redazione

“Devi vaccinare il tuo bambino? Armati di pazienza e indossa sciarpa e guanti. E’ a dir poco inadeguato rispetto alle esigenze di una popolazione che conta quasi 21mila abitanti, il servizio offerto dal Centro vaccinazioni di Sestu”. Lo denuncia  il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa, che dopo essersi occupato attivamente del centro vaccini già un anno fa con una interrogazione consiliare, stamani ha postato un video di denuncia nella sua pagina Facebook.

La denuncia riguarda appunto la qualità del servizio: “A Sestu” dice Cossa “l’Azienda sanitaria regionale non investe in edilizia sanitaria; significa che genitori e bambini, compresi i nuovi nati, devono aspettare il loro turno ammassati in locali inadeguati e spesso al freddo. Tutto questo in pieno inverno, con tutti gli effetti che ne conseguono”.

Per il consigliere regionale dei Riformatori è una situazione “inaccettabile, frutto di decisioni prive di razionalità e logica. In un panorama di generale crollo demografico della Sardegna il comune di Sestu presenta un tasso di natalità decisamente superiore alla media regionale, tale da poterlo classificare come una delle realtà più giovani della Sardegna. Un dato che da solo basterebbe per scegliere di puntare sulla qualità del servizio”.

Invece, denuncia il consigliere regionale, “Il centro vaccinazioni svolge un’attività fondamentale, che si regge esclusivamente sullo spirito di servizio dei dipendenti che ci lavorano. Obiettivo primario dell’azienda sanitaria regionale dovrebbe essere di garantire un elevato livello di qualità del servizio, invece il Centro vaccini di Sestu, che svolge un servizio importantissimo perché serve a salvaguardare la salute e a volte anche a salvare le vite dei bambini, anziché trovare giusta collocazione presso il Poliambulatorio è ospitato in locali indecenti con genitori e bambini ammassati nella sala d’attesa. Di fatto, una situazione che mette in difficoltà un numero enorme di mamme perché va contro ogni logica di facilitazione e qualità dei servizi offerti ai cittadini”.

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