Ordine del giorno dell’on. Moriconi sulle centrali di Fiumesanto e Portovesme

Dopo l’approvazione dell’ordine del giorno da parte del Consiglio regionale, la mozione richiama il Governo centrale al rispetto degli impegni assunti con le Strategie Energetiche Nazionali

di Antonio Tore

“Si è conclusa con l’approvazione di un Ordine del Giorno che ha ricevuto il consenso unanime dei consiglieri partecipanti al voto, la discussione della Mozione che ha illustrato il Consigliere PD Cesare Moriconi, primo firmatario, sul Decreto 430 del novembre 2018, a firma del Ministero dell’Ambiente, che dispone la chiusura delle centrali a carbone di Fiumesanto e Portovesme,

La Mozione richiama il Governo al rispetto degli impegni sanciti nelle Strategie Energetiche Nazionali, nelle quali l’ipotesi del Phase Out dal Carbone per la Sardegna è subordinato alla realizzazione di importanti interventi infrastrutturali del valore di diversi miliardi di Euro, al momento, ne progettati, tantomeno autorizzati.

Senza la realizzazione del nuovo elettrodotto che, secondo la SEN, dovrebbe collegare la Sardegna al continente, e senza l’installazione di almeno 400 MW di potenza elettrica a GAS, alimentata da impianti di rigassificazione – ha detto Moriconi durante l’illustrazione della Mozione – il Governo non può avviare la fase di Phase Out per la Sardegna.

Le conseguenze sul comparto produttivo, con ripercussioni sull’intero sistema economico e sociale isolano– ha affermato Moriconi – sarebbero devastanti sin dall’annuncio della chiusura delle centrali elettriche, previsto perentoriamente per l’anno in corso, quindi ben prima della fatidica data del 31 dicembre 2025, perché condizionerebbero la programmazione delle attività industriali dipendenti dal funzionamento delle centrali di Fiume Santo e Portovesme, sino a compromettere, da subito, il riavvio degli impianti di Eurallumina, proprio adesso che starebbe per concludersi l’iter autorizzativo del progetto siglato nel contratto di programma stipulato al MISE e per il quale sono già impegnati centinaia di milioni di Euro e le speranze di migliaia di lavoratori.

Dal rilancio del processo produttivo di Eurallumina – continua Moriconi – dipendono anche le sorti di Silder Alloys (ex Alcoa) e di un territorio martoriato come il Sulcis.

A questo scenario si aggiungerebbe anche l’effetto domino generato dalla possibile chiusura della centrale di Fiume Santo, per l’importanza che essa svolge non solo per le famiglie e le imprese locali, ma soprattutto per il ruolo strategico e fondamentale che essa svolge, in termini di assicurazione, per l’intera rete elettrica sarda.

Un appello, infine, Moriconi lo ha rivolto a coloro i quali rivestono responsabilità all’interno delle istituzioni democratiche, alcuni dei quali, – secondo il consigliere PD – dovrebbero curare di più l’aderenza di ciò che sostengono col dato oggettivo e scientifico del problema, evitando di diffondono il messaggio “falso” secondo il quale chi sostiene il ricorso all’uso del metano, o chi ritiene che la cessazione dell’utilizzo del carbone ai fini di produzione termoelettrica, come nel caso della Sardegna, avvengano nel rispetto della Strategia Energetica Nazionale, quindi nei tempi e nei modi stabiliti dall’Europa e dal Governo nazionale per il perseguimento progressivo e graduale degli obiettivi di decarbonizzazione per il 2050.

La Sardegna è coerentemente dentro questo programma e dentro questa Strategia.

Il nostro dovere – ha concluso Moriconi – è che ciò avvenga senza gettare nella disperazione altre migliaia di lavoratori”.

Cesare Moriconi

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