Elezioni in Sardegna: dopo Di Maio, arrivano Salvini e Berlusconi

La Sardegna al centro dell’attenzione politica nazionale. Dopo Di Maio, arrivano Salvini e Berlusconi, con visite e appuntamenti differenti l’uno dall’altro

di Antonio Tore

Dopo il secondo incontro pubblico svoltosi a Cagliari con la presenza di tutti i candidati alla carica di Governatore, tranne Francesco Desogus impegnato nel tour con Di Maio, i partiti cercano di chiudere i giochi delle alleanze e dei programmi del prossimo Consiglio regionale.

E mentre i candidati iniziano i contatti in tutta l’Isola, si susseguono gli arrivi dei big nazionali che, evidentemente, considerano di notevole importanza il test sardo.

Non solo le elezioni del nuovo Governatore e Consiglio regionale, ma anche l’elezione suppletiva che dovrà designare il sostituto di Andrea Mura in Parlamento.

Dopo la visita di Di Maio, vicepremier e leader del Movimento 5 Stelle, sarà la volta, mercoledì prossimo, di Matteo Salvini, capo indiscusso della Lega e Ministro dell’Interno.

Il programma del vicepremier prevede un incontro a Cagliari alle 9.45 in Prefettura, dove parteciperà alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Alle 11, Salvini si sposterà al mercato di Quartu Sant’Elena, alla ricerca dell’ormai immancabile bagno di folla. In seguito, il Ministro avrà un incontro pubblico in piazza Roma a Oristano, dove è previsto un rinfresco con prodotti tipici sardi e un altro incontro alle ore 17, a conclusione del suo breve tour.

Giovedì, invece, Silvio Berlusconi arriverà in Sardegna per un tour elettorale di due giorni a Cagliari e provincia per manifestare il sostegno dei candidati sia al voto delle suppletive del 20 gennaio sia quello del 24 febbraio per la carica di Governatore dell’isola e il rinnovo del Consiglio regionale.

In occasione del 25 anniversario della fondazione di Forza Italia, il partito ha programmato una manifestazione nazionale per il giorno 26 gennaio per rimarcare, come afferma Berlusconi, la contrarietà “a una legge di bilancio approvata frettolosamente dal Parlamento, che rappresenta in modo emblematico l’inadeguatezza e la pericolosità delle scelte di chi ci governa”.

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