Andrea Frailis: i perchè di una vittoria

Ci si aspettava la prosecuzione dell’onda del Movimento 5 Stelle o una vittoria dell’alleanza estemporanea Salvini-Berlusconi, dopo i bagni di folla dei giorni scorsi dei loro sostenitori. A sorpresa è invece stato eletto Andrea Frailis che rappresenta il popolo del centrosinistra

di Antonio Tore

Tutti i partiti scesi in campo dovranno analizzare ogni dettaglio di quanto avvenuto nel collegio di Cagliari di ieri, in cui, a sorpresa, Andrea Frailis è stato indicato come rappresentante nel Parlamento, al posto dell’altro Andrea, Mura, spiaggiato per le assenze nelle aule romane dal Movimento 5 Stelle, con cui (o, per cui) aveva ottenuto oltre 60.000 preferenze alla elezioni del 4 marzo 2018.

Il primo dato su cui è necessario avviare una riflessione seria è la disaffezione dei cittadini verso le elezioni rappresentative.

La bassa affluenza, attestatasi a un misero 15,54%, denota che neanche l’arrivo massiccio in Sardegna di Di Maio, Salvini e Berlusconi hanno fatto breccia nelle menti degli elettori e l’apparente bagno di folla riservato a ciascuno era, forse, dovuto a semplice curiosità piuttosto che a una condivisione di valori e adesione ai programmi (o, promesse, che dir si voglia).

Rapportando i voti espressi con quelli del non lontano 4 marzo 2018, non si può non sottolineare che il Movimento 5 Stelle, mattatore nelle precedenti elezioni politiche, ha perso circa 10 punti percentuali, crollando dal 38,02% al 28,92%.

Pesano, forse, anche le indecisioni sulla candidatura e il ritardo nelle scelte, con relativi malumori dell’ala ortodossa del Movimento. Ma, probabilmente, pesano anche le decisioni prese in campo nazionale dal Governo e l’alleanza con la Lega, mal digerite da molti militanti.

Non è andata meglio alla destra “unita”. Il 27,80% ottenuto da Daniela Noli non ha ripetuto la somma algebrica della coalizione formata, nel 2018, da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e l’Udc pari al 33,37%. Neanche l’arrivo di Berlusconi e il suo annuncio di volersi candidare alle elezioni europee ha permesso di evitare una perdita di quasi 6 punti percentuali. Bisognerebbe considerare, inoltre, che, in mancanza della percentuale dei voti del Psd’az di Solinas (assente alle precedenti elezioni come lista di partito) la débâcle potrebbe essere, addirittura, maggiore.

A sorpresa, il posto alla Camera dei deputati è andato ad Andrea Frailis, candidato dal centrosinistra in una lista che non comprendeva i nomi dei tradizionali partiti. La coalizione ha raggiunto il 40,46% che, rapportato ai deludenti risultati ottenuti alle politiche del 2018, in cui era stata ottenuta una percentuale del 22,83% mostra una impennata di oltre il 17%.

Tutti i dati, comunque, devo scontare il calo dei votanti che dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, un costante calo negli ultimi anni, crollati dal 67,19% del 2018 al 15,54%.

La vittoria di Andrea Frailis fa sperare il centrosinistra in un bis alle regionali tra un mese, trainati anche dallo zoccolo duro che affianca Massimo Zedda.

Logicamente, gli avversari politici si augurano che i risultati siano rovesciati e che una affluenza maggiore possa risolversi a loro favore.

Sarà indubbiamente un banco di prova che darà segnali politici più marcati e avrà, in qualche misura, una valenza sulle future elezioni europee di maggio

 

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