Il Cagliari in piena confusione tattica e mentale: è vera crisi?

Nessun intervento del portiere avversario fotografa l’incapacità della squadra di costruire gioco e servire le punte. Solita partita abulica di Joao Pedro e Farias. Un errore di Cragno apre la strada al Sassuolo

di Antonio Tore

Si aprono scenari bui per il Cagliari dopo la batosta contro il Sassuolo. Eppure era stato un avvio promettente, un giusto approccio alla partita, con diversi calci d’angolo a favore e una spinta propositiva.

Il primo segnale negativo è stata la solita ammonizione di Barella (che salterà la prossima partita contro l’Atlanta alla Sardegna Arena). Al primo affondo del Sassuolo, la difesa si è aperta come un ventaglio e Berardi ha potuto scagliare un forte sinistro, respinto malamente da Cragno proprio sui piedi di Locatelli che ha fatto centro. Erano passati appena nemmeno 9 minuti e il Cagliari doveva già inseguire il risultato.

I rossoblù hanno spesso l’iniziativa, ma l’approccio, anche nei contrasti, è spesso molle e provoca invitanti corridoi per la squadra di De Zerbi, come al 30esimo quando Pisacane scivola a metà campo lasciando via libera a Babacar su cui rinviene, per fortuna Ceppitelli a bloccare il pericolo.

La partita scivola verso il termine, quando Srna combina un pasticcio in aerea: perde un pallone abbastanza semplice e poi aggancia il piede di Djuricic. L’arbitro sembra non vedere il fallo, ma viene richiamato al Var e assegna il calcio di rigore: dopo un breve conciliabolo con Berardi, Babacar si presenta sul dischetto e spiazza Cragno alla sua sinistra. Sassuolo sul 2-0 al termine del primo tempo.

Maran prova a scuotere la squadra con alcune sostituzioni: Farias entra al posto di Lykogiannis, sempre in difficoltà sulla sua fascia da cui si sono sviluppate le azioni più pericolose del Sassuolo. Il brasiliano occupa la sua solita posizione sulla sinistra, ma, come è capitato spesso in questo campionato, non ha inciso sulla manovra o sul creare veri pericoli per Consigli.

Il Cagliari ha mantenuto, in modo sterile, il controllo del gioco senza, tuttavia, offrire palloni sfruttabili da Pavoletti (oggi senza acuti) e senza accendere l’inventiva di Joao Pedro.

Anche gli altri cambi dell’allenatore non hanno portato variazioni sostanziali e, addirittura, quasi al termine, una veloce discesa di Duncan ha portato l’ex Matri al terzo gol.

Che dire? Da tempo la squadra sembra non avere un gioco proprio né la capacità di imporre la propria supremazia territoriale. Sembra smarrita e sfiduciata. La classifica è ancora rassicurante, ma domani, nel caso il Bologna battesse il Frosinone, la distanza di sicurezza potrebbe diminuire pericolosamente.

E domenica prossima, contro l’Atalanta di questi tempi, non sarà semplice uscire imbattuti dal Sardegna Arena.

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