Cossa, Riformatori: “Riforma autonomie: lo Stato non può ignorare l’insularità”

Michele Cossa consigliere regionale riformatori: “Noi sardi non siamo come gli altri e la Sardegna non è come le altre regioni: per il solo fatto di essere un’isola sconta uno svantaggio naturale che non ci mette in condizioni di pari opportunità con gli altri italiani”.

 Redazione

Comunicato del consigliere regionale dei Riformatori Sardi Michele Cossa:

“La riforma delle autonomie regionali è per la Sardegna il preludio ad un assetto istituzionale nuovo e diverso da quello a cui da 70 anni siamo abituati.

Davanti a uno scenario nel quale le regioni più ricche d’Italia – Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – avranno più autonomie (poteri) e più risorse (soldi da destinare ai servizi pubblici), noi sardi dovremo dimostrare la capacità di affermare col governo nazionale il nostro diritto di avere le stesse opportunità delle regioni della terraferma.

Noi sardi non siamo come gli altri e la Sardegna non è come le altre regioni: per il solo fatto di essere un’isola sconta uno svantaggio naturale che non ci mette in condizioni di pari opportunità con gli altri italiani. Da qui l’importanza della battaglia per il riconoscimento del principio di insularità in Costituzione. Avremo poco da temere, infatti,  se lo Stato avesse per noi la stessa premura e la medesima capacità d’ascolto, se riconoscesse la nostra peculiarità, che non si esprime solo attraverso uno statuto speciale. Ma così fino a ora non è stato.

Siamo a un bivio. La riforma delle autonomie regionali rischia di imprimere più accelerazione alla parte più dinamica del Paese, finendo però per paralizzare quella storicamente più svantaggiata. A noi sardi l’onere di cambiare il corso della Storia cosi come si va delineando.

Alla Sardegna spettano quasi 4 miliardi di euro se le venisse riconosciuta la quota di compartecipazione sulle accise gravanti su tutti i prodotti petroliferi fabbricati e consumati nella nostra Isola. Incassiamo invece solo 560 milioni perché lo Stato riconosce solo le accise calcolate sulla benzina e sul gasolio consumati nell’isola. Abbiamo il diritto di ottenere le risorse economiche dovute, data la presenza a Sarroch della Saras. Servono alla Sardegna per realizzare una vera continuità territoriale e avere moderne infrastrutture.

Servono per realizzare investimenti nella rete dei trasporti, nella scuola, nelle reti energetiche e di comunicazione e per avere finalmente una macchina regionale capace di essere di supporto per il sistema produttivo”.