Trattativa ad oltranza sul prezzo del latte

Dopo il sostanziale fallimento del tentativo di trovare una soluzione condivisa da parte di Matteo Salvini, riprendono oggi in Prefettura a Cagliari le trattative per arrivare ad un accordo tra pastori ed industriali

di Antonio Tore

Riprendono oggi in Prefettura a Cagliari gli incontri tra i pastori e gli industriali, con la mediazione del ministro dell’Agricoltura  Gian Marco Centinaio e del Governatore Francesco Pigliaru.

Le posizioni sembrano chiare e bloccate: i pastori chiedono, fin dall’inizio delle proteste, un euro a litro, mentre gli industriali, dopo l’incontro romano, offrirebbero 70 centesimi.

Nell’incontro di giovedì scorso il Governo e la Regione si erano dichiarati disponibili a ritirare dal mercato l’equivalente di 67 quintali di pecorino romano, con l’intento di calmierare il prezzo di vendita e, di conseguenza, far aumentare il prezzo del latte al momento della vendita.

In particolare, secondo la proposta di ritiro del pecorino,  il ministero dell’Interno avrebbe messo sul piatto 14 milioni di euro, il ministero delle Politiche Agricole 10 milioni, stessa cifra offerta dalla Regione Sardegna,  mentre 20 milioni sarebbero stati offerti dal Banco di Sardegna.

Gli industriali avevano offerto di aumentare il prezzo di acquisto di 5 centesimi, arrivando a 70 centesimi a litro, proposta rifiutata dal Movimento dei pastori presente all’incontro in Viminale.

Oggi, quindi, riprende la trattativa (ad oltranza, come dice il ministro Centinaio) per trovare una soluzione che soddisfi le richieste dei pastori e le offerte degli industriali.

intanto proseguono le manifestazioni di protesta in tutta l’Isola, con diversificazioni nelle modalità: c’è chi prosegue nello sversamento del latte in strada, dove continuano anche blocchi a macchia di leopardo, e altri che preferiscono regalare il latte a cittadini, a poveri o a strutture organizzate di assistenza.