La Sardegna verso il voto: la parola ai partiti e alle coalizioni

Presentiamo le figure degli aspiranti Governatori e dei programmi dei loro partiti o coalizioni che li sostengono. Oggi è il turno di Andrea Murgia e di Autodeterminatzione

di Antonio Tore

Chi è il candidato Presidente

Andrea Murgia, nato a Seulo il 23 ottobre 1971, ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Cagliari ed ha esercitato l’attività di Dottore Commercialista prima di diventare funzionario presso la Commissione Europa nella Direzione delle politiche regionali

Nello spazio a lui dedicato nel sito di Autodeterminatzione si dichiara orgoglioso di essere portatore dei temi e le proposte dell’indipendentismo e dell’autodeterminazione.

La sua passione principale è l’agricoltura. Murgia dichiara   che “Conosco le norme, la fiscalità, al lavoro tengo le relazioni con la Direzione per le politiche agricole. Ho lavorato e studiato sul piano di sviluppo rurale della Sardegna e seguito i giovani agricoltori nel loro primo insediamento. L’Isola deve ridefinire il suo concetto di autonomia e conquistare spazi in Europa nel cammino verso l’autodeterminazione. Il popolo sardo deve trovare nelle istituzioni la strada per far valere i suoi diritti. La mia candidatura come Presidente della Sardegna e il progetto di Autodeterminatzione nel suo complesso vanno in questa direzione”.

Il programma di Autodeterminatzione

Dal sito del partito fondato da Andrea Murgia, appaiono evidenti alcune connotazioni precise: “è un movimento politico, plurale, aperto, nazionalmente sardo e di visione progressista. E’ un movimento solidale, ambientalista, antifascista, popolare, che promuove la cooperazione e il mutualismo e che pratica la democrazia partecipata e ne fa strumento della propria azione politica, per il conseguimento della sovranità, del diritto all’autodeterminazione e indipendenza del popolo sardo”.

Sul problema dei trasporti Autodeterminatzione afferma che la Sardegna è isolata a causa dei monopoli italiani sulle vie marittime e aeree. Va ridefinito, quindi, un sistema di collegamento esterno che metta in primo piano il diritto alla mobilità dei sardi. In particolare, per quanto riguarda le linee marittime “faremo valere la competenza prevista dall’articolo 4 e dall’articolo 53 dello Statuto Sardo. In base a quella competenza si dovranno disconoscere gli accordi fra lo Stato Italiano e la CIN-Tirrenia chiedendo che le somme destinate siano devolute al bilancio regionale. Si dovrà negoziare con tutti gli operatori presenti sul mercato, secondo forme che garantiscano la concorrenza nelle rotte e nella frequenza”.

La proposta è che si dovrà definire una tariffa massima, comparata alla Tariffa Ferroviaria Sovraregionale di Trenitalia, applicabile tutto l’anno per tutti i cittadini nati o residenti in Sardegna.

Per quanto riguarda, invece, le rotte aeree si dovranno potenziare i collegamenti verso gli aeroporti minori e quelli serviti dalle compagnie low-cost superando l’attuale sistema agevolato che costringe i sardi a recarsi obbligatoriamente verso gli aeroporti di Linate e Fiumicino.

Anche lo sviluppo di una rete ferroviaria dovrà essere adeguata ai collegamenti tra le principali città, i porti e gli aeroporti dell’Isola. Ciò deve essere l’obiettivo primario dell’azione di governo della Regione e di confronto con lo Stato italiano.

La organizzazione della Regione, perciò, dovrà essere riformata riducendo il peso della burocrazia che riguarda soprattutto l’agricoltura.

Devono essere valorizzate le produzioni di qualità degli allevamenti al pascolo anche con riferimento al metodo biologico e al benessere degli animali.

Attraverso l’Organizzazione Interprofessionale del settore, con un sistema di incentivi e disincentivi, si lavorerà per stabilizzare il prezzo del latte su base triennale.

Per quanto riguarda il Sistema Sanitario pubblico, deve essere improntato a garantire il principio di equità di accesso alle cure in tutto il territorio regionale a difesa del diritto alla salute del cittadino sardo.

Occorre potenziare i servizi pubblici ospedalieri e territoriali con l’obiettivo imprescindibile di mettere fine al vergognoso fenomeno delle liste d’attesa diventate insostenibili. L’idea di Autoderminatzione è che dovranno esistere presidi ospedalieri validi, ben collegati con le altre strutture sanitarie, raggiungibili da qualsiasi località del territorio per qualsiasi patologia acuta.

Uno dei punti di forza per la rinascita dell’economia sarda è costituito dal patrimonio dei Beni Culturali esistente in Sardegna. La tutela dei beni storici, artistici, archeologici e antropologici, deve essere inserita in un programma di sviluppo integrato del territorio, con la sua cultura, con la sua identità e con i suoi servizi.

La scuola deve consentire agli studenti di esprimere le proprie potenzialità e, in particolare, deve garantire la trasmissione, lo studio e lo sviluppo della lingua sarda e delle altre lingue proprie dell’Isola.

Occorre un piano organico e di sistema con obiettivo di sconfiggere la dispersione scolastica, finalizzato ad aggredire le ragioni di questo “disagio” scolastico con piani di intervento di rete con tutti gli attori sociali. È necessario, perciò, potenziare una serie di misure rivolte alle famiglie per promuovere la “scolarizzazione” come valore aggiunto per tutto il territorio.

Oltre a dichiarare l’indisponibilità del territorio sardo ad installazione di centrali nucleari, depositi di scorie nucleari, depositi inquinanti il partito di Andrea Murgia sostiene la necessità del superamento delle servitù militari nell’Isola. E della responsabilità dello Stato che dovrà risarcire i costi per la bonifica dei territori inquinati dalle esercitazioni militari.

Autodeterminatzione intende adottare un solido progetto di “Prevenzione civile”, definendo norme preventive di autoprotezione riguardo al dissesto idraulico e idrogeologico e rispetto al rischio incendi.

Per quanto riguarda il problema delle entrate, alla Sardegna dovranno essere corrisposte in toto e, le somme indebitamente “accantonate” dallo Stato, restituite.

Infine, non poteva mancare un accenno al problema della lingua. Secondo Autodeterminatzione occorre restituire al sardo lo status pieno di lingua attraverso il suo uso. Bisogna applicare in Sardegna, così come in altre parti civili d’Europa, la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, che l’Italia non ha ancora ratificato.

Il sardo sarà portato fuori dalla clandestinità e dentro una società multilingue.