La Sardegna verso il voto: la parola ai partiti e alle coalizioni

Presentiamo le figure degli aspiranti Governatori e dei programmi dei loro partiti o coalizioni che li sostengono. E’ il turno di Francesco Desogus e del MoVimento 5 Stelle

di Antonio Tore

Chi è il candidato Presidente

Cagliaritano, 58 anni, Francesco Desogus è il candidato del M5S alle prossime elezioni regionali in Sardegna. Non è un politico di professione, ma è anzi un cosiddetto esponente della società civile. È infatti funzionario del settore Cultura della Città Metropolitana e lavora alla biblioteca Emilio Lussu di Monte Claro.

Desogus, pubblicando sul proprio sito il programma di governo della Sardegna da parte del MoVimento 5 Stelle fa proprio un pensiero di Gianroberto Casaleggio: “Un’idea non è di destra né di sinistra. È un’idea. Buona o cattiva. Una persona può credere alle parole. Ma crederà sempre agli esempi”.

La promessa di Desogus di presentare la struttura della Giunta prima delle elezioni, a tutt’oggi, vigilia del voto, non sembra sia stata mantenuta. Il candidato dei 5 Stelle aveva dichiarato, a tale proposito: “ Presenteremo almeno una parte della giunta. Valutiamo anche persone che non fanno parte del Movimento, ma siano di spessore. E chiaramente rispettino i criteri di onorabilità e trasparenza che fanno parte del DNA del Movimento”.

Il programma del MoVimento 5 Stelle

Il programma di Desogus si compone di 16 punti che spaziano dalle politiche del lavoro alla sanità, dall’agricoltura alle politiche sociali per concludersi con l’industria e l’energia.

 

Il punto di partenza del programma pone al centro la necessità di una riforma della Formazione professionale, ponendo in capo alla regione i compiti di riorganizzazione e controllo dei fabbisogni

di personale e accreditamenti di enti privati.

La riforma dei centri del lavoro, facenti capo all’Aspal, secondo il programma di Desogus dovrebbe comprendere anche i tirocini, l’apprendistato e prevedere forme di incentivo all’occupazione.

I problemi dell’artigianato sardo vengono individuati soprattutto legati al problema dei trasporti e dei costi che sostengono le imprese. La proposta è di togliere l’Iva ai trasporti per i beni dell’artigianato. In questo modo si potrebbe incrementiamo l’export, per ora fermo a 800 milioni di euro.

Per quanto riguarda la sanità, il Movimento intende procedere al riordino della rete ospedaliera, diversamente dalla riforma voluta dalla Giunta uscente: saranno ripristinate 3 o 4 ASSL, che affiancheranno le due Aziende Ospedaliere Universitarie di Cagliari e Sassari, e l’Azienda Ospedaliera Brotzu; sarà soppressa l’Areus inutile centro di costo.

Sul problema dei trasporti Desogus parte dal fatto assodato che ai sardi va assicurato il diritto alla mobilità e che la continuità aerea sia utile se non ci si limita a collegare  l’isola con Roma e Milano, ma anche altri aeroporti.

Il Movimento non è d’accordo sulla creazione della dorsale per portare il gas metano in Sardegna perché l’impatto ambientale sarebbe eccessivo e si rischia di finire nelle mani di chi vende il gas e che fa il prezzo che vuole.

Il problema della crisi delle industrie in Sardegna evidenzia un modello che, al giorno d’oggi, non è più sostenibile. Per ridare dignità ai lavoratori che spesso si trovano a manifestare davanti ai cancelli delle fabbriche, oltre alla erogazione della Cassa Integrazione, bisognerebbe chiedere loro di svolgere lavori utili per la collettività.