La Sardegna verso il voto: la parola ai partiti e alle coalizioni

Presentiamo le figure degli aspiranti Governatori e dei programmi dei loro partiti o coalizioni che li sostengono. E’ il turno di Vindice Lecis e di Sinistra Sarda

di Antonio Tore

Chi è il candidato Presidente

 

Vindice Lecis, nato a Sassari nel 1957, è stato segretario a 19 anni della Fgci (i giovani del Pci). Laureato in Scienze dei Beni culturali, giornalista professionista dagli inizi degli anni Ottanta e scrittore da una quindicina d’anni, è il romanziere storico più conosciuto in Sardegna.

Dal 2012 i suoi libri sono i più venduti tra quelli pubblicati da case editrici dell’isola. I tre romanzi della serie giudicale (Buiakesos, Il condaghe segreto e Judikes, editi da Condaghes), quelli che hanno contribuito più di scuola e università a una conoscenza popolare del nostro così peculiare medioevo, hanno venduto oltre novemila copie.

Quando ha deciso di accettare la candidatura proposta da Sinistra Sarda, Vindice Lecis si è posto solamente – dichiara pubblicamente – il problema se accettare la deriva di una finta contrapposizione tra centro destra e centro sinistra o continuare a far incrementare i voti del M5S. Perciò, accettando la candidatura, ha pensato che Sinistra Sarda potesse creare un’alternativa a chi ha mal governato la Sardegna e rappresentare un argine a una destra aggressiva e pericolosa.

 

Il programma di Sinistra Sarda

 Lavoro. La Regione deve svolgere un ruolo attivo nell’abbattimento della precarietà, favorendo con la programmazione una rete di investimenti pubblici nei settori del riassetto idrogeologico, nella formazione, nella tutela e valorizzazione dei beni culturali, nello sviluppo della tecnologia.

I 285 milioni di euro che lo Stato deve restituire dopo averli scippati alla Sardegna dovranno essere utilizzati in gran parte per creare lavoro e sostenere l’occupazione.

Industria ed energia. Sinistra sarda sostiene la propria posizione favorevole alla nascita e all’insediamento di piccole e medie attività produttive “pulite” legate alle vocazioni e alle esigenze dei  vari territori, attraverso politiche integrate con il comparto energetico e con quello agroalimentare in particolare. La condizione necessaria è la difesa dell’ambiente e del clima. La Sardegna non deve rinunciare al metano come soluzione intermedia e di transizione, legata alla realizzazione dei depositi costieri e al completamento dei bacini di distribuzione, ma nel programma si dichiara  fermamente contrario alla realizzazione di una dorsale dannosa, costosa e sostanzialmente inutile per l’utilizzo delle energie rinnovabili.

Ambiente e territorio. Vogliamo estendere la tutela del PPR alle zone interne – si legge nel programma – per poter assicurare uno sviluppo produttivo alle campagne per coltivatori e allevatori al fine anche di tutelare i territori da pratiche altamente speculative propugnate dai molti faccendieri delle energie rinnovabili. I terreni fertili vanno difesi dall’assalto degli speculatori.

Sanità pubblica e rete ospedaliera. E’ necessario, secondo Sinistra Sarda,  lo smantellamento della cosiddetta riforma Arru sulla rete ospedaliera che ha indebolito la sanità pubblica, in particolare nel Nord Ovest e nel Centro della Sardegna, incrementando invece quella privata.

Occorre difendere e specializzare il ruolo dei piccoli ospedali, non chiuderli oltre che garantire in modo certo quelli – come a La Maddalena – considerate aree disagiate.

Si ritiene determinante – scrive ancora il partito – realizzare le Breast-Unit con personale medico e infermieristico dedicato per affrontare in maniera concreta il problema del tumore al seno, garantendo inoltre la piena operatività del registro tumori.

Trasporti e infrastrutture. Il diritto alla mobilità rappresenta un punto nodale per lo sviluppo economico e sociale del territorio sardo. Governare il trasporto significa integrare la mobilità pubblica su gomma e ferro, non solo attraverso il biglietto unico ma altresì con la pianificazione dei servizi (Arst, Concessionari privati, Ferrovie).

  • Diritto alla mobilità significa avere una rete infrastrutturale capillare e sicura. Alcune arterie dell’isola come la 129 trasversale sarda, la Olbia-Sassari/Alghero e la 195 Sulcitana sono tra le più pericolose d’Europa. Dovranno essere messe in sicurezza tutte le strade dell’isola con gare d’appalto trasparenti riducendo al minimo l’uso del “massimo ribasso”;
  • Rinnovo parco mezzi delle aziende pubbliche di trasporto. La vetustà degli autobus produce esternalità negative in termini di sicurezza dei cittadini e aumento delle immissioni di CO2.
  • Occorre incentivare la mobilità sostenibile promuovendo il Car sharing, il Bike sharing e l’utilizzo dell’auto condivisa;
  • L’integrazione dei sistemi di trasporto passa da una corretta comunicazione dei servizi sia per i sardi che per i turisti che visitano la nostra terra. Bisogna creare una nuova cartellonistica ed una piattaforma (sito e app) multilingue in grado di spiegare in maniera chiara ed efficace gli orari e i percorsi integrati del sistema di trasporto regionale, affiancando ad esso la promozione del territorio (siti di interesse ambientale e archeologico) e il sistema della ricettività;
  • La continuità territoriale aerea va implementata con maggiori risorse economiche ed una conseguente estensione delle rotte e dei posti a disposizione. Occorre altresì una riduzione generalizzata dei costi che garantisca un reale diritto alla mobilità. Alla continuità territoriale aerea va affiancata quella navale per i passeggeri e per le merci. Istruzione, cultura e ricerca. La scuola e l’istruzione e la cultura saranno al centro – continua il programma elettorale di Sinistra Sarda – dei nostri interventi di governo. Occorre pianificare interventi a lunga distanza e costanti interventi di manutenzione degli edifici scolastici. Servono inoltre interventi per abbattere la dispersione scolastica e per garantire il diritto allo studio: la Regione dovrà estendere il provvedimento della gratuità dei trasporti per gli studenti pendolari, in base al reddito.

Agricoltura, pastorizia e agroalimentare. L’agricoltura sarda ha bisogno di sostegno strutturale ma anche di aiuti urgenti a causa delle calamità che, negli ultimi due anni, hanno causato un danno superiore al mezzo miliardo di euro. Servono sostegni ai settori delle colture foraggere, della viticoltura, della cerealicoltura e del comparto ortofrutticolo. I fondi regionali, secondo Sinistra Sarda, sono insufficienti e occorre avviare un confronto deciso con lo Stato per incentivare il fondo di solidarietà.

Compito della Regione sarà anche quello di incentivare il ritorno dei giovani al lavoro nelle campagne agevolando con iniziative specifiche la formazione di cooperative agricole formate da giovani.

Sport e benessere sociale. Gli investimenti sull’attività sportiva di base rappresentano un elemento chiave per la crescita della persone e della società. Un’adeguata formazione sportiva abbatte i costi sociali in ambito sanitario. Anche dal punto di vista economico lo sport genera esternalità positive soprattutto in ambito turistico. Sinistra Sarda propone:

  • La creazione di un fondo stabile di finanziamento per l’attività sportiva dilettantistica e di base;
  • Il potenziamento dell’attività sportiva nelle scuole (soprattutto elementari e medie);
  • Incentivi economici rivolti alle famiglie bisognose per l’inserimento dei figli nelle società sportive e per l’acquisto dell’attrezzatura di base;
  • Piano straordinario per la creazione di nuovi impianti sportivi e creazione di un fondo per la manutenzione ordinaria degli stessi;
  • Incentivi alle aziende che investono nel campo del turismo sportivo.

 

 

 

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