Doppia preferenza di genere: perché?

Qui ci occupiamo di doppia preferenza di genere, da moltissimi maschi criticata, che intende colmare il divario che ancora esiste in politica, come nella maggior parte della vita pubblica, (ma anche privata), tra uomini e donne. 

di Annalisa Pirastu

Il cambiamento per arrivare a destinazione dovrebbe attraversare uomini e donne. Chi si lamenta che sono le donne a dover prendere in mano le situazioni e farsi valere, parla all’interno di un utopico vuoto storico, passato ma anche dolorosamente presente. Chi accolla alle donne la responsabilità della loro marginalità in moltissimi luoghi decisionali, inclusa la politica, è in mala fede. Chi accusa le donne di essere loro stesse antifemministe ha talvolta ragione. Essere donne infatti non vuol dire necessariamente essere emancipate. Ci sono uomini femministi e donne maschiliste per esempio.

Qui ci occupiamo di doppia preferenza di genere, da moltissimi maschi criticata, che intende colmare il divario che ancora esiste in politica, come nella maggior parte della vita pubblica, (ma anche privata), tra uomini e donne.

La regola dice che se si vota un uomo della lista, si deve necessariamente votare una donna e viceversa.Si può votare anche per un secondo candidato solo se di sesso diverso dal primo.

Ma perché le donne avrebbero bisogno di essere “accompagnate”in un percorso dove dovrebbero loro stesse prendere decisioni e sorreggere gli altri, cioè i cittadini? Sembra un controsenso.

Eppure basta guardarsi intorno per capire che qualcosa nel corso dell’evoluzione umana non ha funzionato e va raddrizzato. Parlano i fatti. Chi occupa i posti di potere mondiale a qualunque livello è infatti una schiacciante  maggioranza di uomini. Chi sono le persone più ricche del mondo che si sono fatte da sole? Uomini!Chi imperversava in letteratura, arte, filosofia, ecc. nel secolo scorso  e ha formato il nostro immaginario collettivo? Loro sempre loro. Chi scompare dalla visuale quando si parla di conquiste dell’uomo, evoluzione dell’uomo, progressi dell’uomo, grammatica sessista?

Ora, o noi ammettiamo un’intrinseca inferiorità della donna rispetto all’uomo, o dobbiamo cedere all’evidenza dei fatti e dichiarare senza paura che, se le regole del gioco si sono decise in base alle caratteristiche di una sola categoria di giocatori, gli esclusi non hanno avuto nessuna chance di entrare ed eventualmente mostrare la loro bravura.

Ecco la preferenza di genere è : palla al centro e nuove regole e caratteristiche, che non escludano nessuno. Solo allora potremo dire : vinca il migliore o la migliore.

Ha funzionato alle regionali in Sardegna?Al lettore l’ardua sentenza.