Il 12 marzo mobilitazione sindacale del personale scolastico

I sindacati proclamano la mobilitazione in tutta Italia. In Sardegna previste manifestazioni davanti agli Uffici scolastici regionali di Cagliari, Oristano, Nuoro, Sassari e Olbia nella giornata del 12 marzo

di Antonio Tore

Si mobilita il 12 marzo il mondo della scuola sarda insieme al resto d’Italia, per rivendicare il diritto alla stabilizzazione di oltre 5500 insegnanti precari e 600 lavoratori Ata che, ancora una volta, insieme ai 150 mila insegnanti e 24 mila colleghi Ata delle altre regioni d’Italia, rischiano di essere penalizzati dalle politiche scolastiche nazionali.

La riduzione dei costi e i finanziamenti sempre più risicati si riflettono da anni negativamente sulla qualità dell’offerta didattica e sul rispetto del diritto allo studio e, anche nella legge di Stabilità del governo Lega – 5 Stelle, non sono state trovate le soluzioni utili a stabilizzare con risorse e criteri adeguati l’ingente numero di precari.

Basta precarietà! è lo slogan della mobilitazione nazionale di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Rua che, martedi, in concomitanza con iniziative simili in tutta Italia, hanno organizzato in Sardegna cinque presìdi: a Cagliari dalle 15 e 30 davanti all’Ufficio scolastico regionale in piazza Galilei, a Oristano, Nuoro e Sassari, sempre nel pomeriggio, davanti ai rispettivi Uffici scolastici provinciali in via Lepanto, via Trieste e corso G.M Angioy , e la mattina, dalle 11 e 30 davanti alla sede della ex Provincia di Olbia in via Nanni.

Al tema delle risorse si somma quello dei criteri per le assunzioni di ruolo, per le quali, considerato l’esaurimento delle graduatorie degli abilitati e di quelle dei concorsi, i sindacati chiedono una fase
transitoria in cui stabilizzare i docenti già abilitati o con 3 anni di servizio. E’ questo un problema ormai storico: negli ultimi tre anni i posti docente non assegnati per queste ragioni sono passati da circa 350 del 2016/17 a 450 nel 2017/18 e a oltre 800 nell’anno scolastico in corso.

“In generale – fanno sapere i segretari regionali Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola Rua Manuel Usai, Maria Luisa Ariu, e Giuseppe Corrias – il numero di posti docente coperti ricorrendo al personale precario sono più di 5500, senza considerare le supplenze brevi”.

All’interno di questi numeri è poi “da evidenziare il grave problema legato alla carenza di docenti specializzati nel sostegno, al quale si fa fronte con assegnazioni in deroga al possesso del titolo”. In
questi giorni le università sarde emaneranno i bandi per l’accesso ai nuovi corsi di specializzazione, ma quelli assegnati alla Sardegna sono solo 390, un numero molto lontano dalle oltre tremila cattedre
necessarie.

Per quanto riguarda il personale Ata, è consentita l’immissione in ruolo solo del 50 per cento del personale richiesto, gli organici sono bloccati da anni e ciò determina serie difficoltà: all’avvio dell’anno scolastico non è mai garantito il numero di collaboratori scolastici indispensabile a garantire la vigilanza e la sicurezza nelle scuole.

Gli amministrativi e tecnici sono decisamente troppo pochi per far fronte all’incremento dei carichi di lavoro legato alla crescente complessità di gestione e organizzazione del sistema scolastico e della stessa offerta formativa.

“Per tutte queste ragioni – concludono i segretari regionali di categoria – chiediamo un nuovo piano di stabilizzazioni e assunzioni dei docenti anche per coprire i posti resi disponibili dalla quota 100, misure per risolvere definitivamente la vertenza dei diplomati magistrali, più risorse e posti per i corsi di specializzazione per il sostegno, parametri nuovi per gli organici Ata e stabilizzazione dei precari, interventi volti a garantire l’estensione del tempo pieno”.

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