Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Filippo Figari

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Via Filippo Figari è una traversa di via Gabriello Chiabrera. 

Filippo Figari nasce a Cagliari il 23 settembre del 1885.Il padre Bartolomeo era ingegnere delle Reali ferrovie sarde, la madre era Carmela Costa

Nel 1890 la famiglia si trasferisce  a Sassari per un incarico di lavoro del padre. Qui Filippo conosce Giuseppe Biasi e insieme si cimentano in esperienze grafiche su giornali satirici isolani. 

Nel 1904 i Figari si trasferiscono  a Cagliari. Filippo si diploma al Dettori e presenta una serie di caricature durante una mostra con Felice Melis Marini.

Si trasferisce a Roma e grazie al poeta Salvatore Ruju realizza una serie di caricature per il giornale quotidiano La Patria,

Nel 1916 è costretto ad arruolarsi secondo le leggi del tempo.Si distingue in un’azione di guerra che gli varrà la medaglia di bronzo al valore. Viene in seguito fatto prigioniero  dagli austriaci e imprigionato nella fortezza di Komaron.

Dal 1929 fino a quando ill regime rimarrà in piedi, occuperà il ruolo di segretario del Sindacato regionale fascista di belle arti.

Segue i corsi di Figura del Regio Istituto di Belle Arti e dell’Accademia di Francia.Nel 1931espone alla I Quadriennale Nazionale d’arte di Roma.La sua opera, La Vendemmia, viene comprata  da Vittorio Emanuele III.Quattro anni dopo viene nominato direttore della scuola d’arte di Sassari.

Alla caduta della dittatura fascista Figari viene attaccato per aver ricoperto la carica di Segretario sindacale.Nel novembre del 1911 gli vengono assegnati i lavori di decorazione del Comune di Cagliari.

Figari chiede ed ottiene la sala dei Matrimoni. Il pittore si reca quasi in ritiro spirituale a Busachi per tre anni, dal 1913 al 1916, per elaborare in tranquillità i bozzetti che gli serviranno come base per realizzare le sue tele.

Figari riporta sulla tela le varie tappe del matrimonio isolano tradizionale. Ritroviamo l’uscita degli sposi accompagnati dalle launeddas e salutati dalle donne che li investono con  il grano augurale, Un’altra tela raffigura il ballo dello sposo, ma anche varie scene che riprendono le situazioni di vita quotidiana di Busachi. Alcune rappresentano gli abiti tradizionali di Samugheo e Atzara.

Durante il suo ritiro artistico a Busachi, Figari intreccia una relazione con una donna di umili origini e dalla coppia nacque una figlia, che l’artista non volle riconoscere.

Figari muore a Roma il 30 ottobre del 1973.

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