A Villanova Truschedu la quinta edizione della “Sagra degli asparagi”

La Sagra degli asparagi a Villanova Truschedu è giunta alla quinta edizione: prodotti tipici, visite guidate, spettacoli e altri eventi permettono ai visitatori di trascorrere una giornata molto ricca e piacevole

 

di Antonio Tore

 

 

Ai primi tepori della primavera, molte persone si recano in campagna per raccogliere gli asparagi selvatici che vengono poi cucinati in svariati modi.

 

Nella piccola località oristanese di Villanova Truschedu il 24 marzo si svolgerà la sagra e sarà possibile assaggiare le specialità del luogo: gli asparagi saranno cucinati con il risotto, utilizzando il  riso prodotto nelle risaie di Simaxis e con i ravioli, preparati con la ricotta locale.

 

Gli asparagi si prestano a essere cucinati in svariati modi: semplicemente lessati, ad esempio, per unirsi alle code di gambero precedentemente fatte saltare in olio, cipolla e vino bianco, oppure rosolati per preparare un condimento della pasta e, ancora,  a frittatina con le uova,

 

Nella stessa giornata sarà possibile anche visitare siti di interesse archeologico, storico e paesaggistico e ammirare, presso il Centro sociale anche una mostra dedicata ai nuraghi.

Questo il programma della Sagra degli asparagi a Villanova Truschedu

Domenica, 24 marzo 2019

Dalle ore 09:30 alle ore 19:00 visite guidate con navetta ai siti di interesse storico, archeologico e paesaggistico del territorio.

Presso il Centro sociale, mostra dal titolo “Nuragica, l’isola dei 10.000 nuraghi“, in collaborazione con il Comune di Ittireddu

Presso il Novenario di San Gemiliano, mostra dal titolo “Una cella per Gramsci“, in collaborazione con la Biblioteca Gramsciana Onlus

Dalle ore 13:00 alle ore 15:00 degustazione di piatti tipici e non, a base di asparagi

A seguire: Musiche e balli in piazza insieme al gruppo “A ballare”, di Roberto Fadda ed Emanuele Bazzoni

La zona è coperta da estesi boschi di macchia mediterranea e grandi estensioni di erbai e pascoli che ricoprono il territorio.

Il fiume Tirso, che lo percorre per circa 7 chilometri navigabili e sulle cui rive fitti canneti nascondono alla vista orti e frutteti, permette anche la pescare e lo svolgere attività sportive.

A circa due chilometri dal paese si trova la chiesa campestre di San Gemiliano (risalente al XVII secolo) in stile aragonese, abbellita sulla facciata da un rosone gotico e con all’interno un altare ligneo di pregevole fattura.

Il grande piazzale è contornato da numerose casette (muristenes) e ulivi secolari. Qui si svolge la Festa dedicata a San Gemiliano con numerose iniziative: la festa dell’emigrato, concerti, mostre d’arte.

Per quanto riguarda l’archeologia il nuraghe di Santa Barbara è il più importante e conosciuto degli undici nuraghi presenti nel territorio. Ancora oggi è meta di molti appassionati di archeoastronomia in occasione di solstizi e equinozi.

Altrettanto notevole è il nuraghe Zoppianu, costituito da tre torri e diversi cortili con numerosi ruderi intorno. A circa un km dal paese, invece, si trova il nuraghe S’Urachi, che costituisce uno straordinario punto panoramico sull’intera Bassa valle del Tirso fino al mare.

Altri nuraghi che potrebbero diventare meta di piacevoli passeggiate sono: Pischina Andria, Uracheddu, Dominigu Porru e Su crabu.

 

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