Feneal Uil Cagliari contro l’Anas: troppi ritardi negli appalti sulla Sulcitana e sulla Carlo Felice

“L’esito dell’odierno incontro delle Organizzazioni sindacali con il capo compartimento ANAS è assolutamente negativo soprattutto per le opere del cagliaritano, in particolare per le incompiute SS195 e appalto SS131 Nuraminis-Serrenti”.

 

di Antonio Tore

Lo afferma il segretario provinciale della Feneal Uil Gianni Olla dopo l’incontro con i vertici dell’ANAS che ha seguito il sit-in di ieri sulla Carlo Felice e precede la grande manifestazione nazionale di domani a Roma.

La Feneal Uil di Cagliari contesta in particolare la decisione dell’Anas di bandire una nuova gara per l’affidamento dell’appalto della Strada Statale 195 Sulcitana senza andare a scorrimento della graduatoria esistente.

“E’ un iter più lungo che farà lievitare pericolosamente i tempi di riavvio dei lavori e quindi la possibilità di creare occupazione”, afferma Olla che contesta anche i ritardi dell’Anas nell’esecuzione dei lavori del “cantiere della vergogna” sulla SS 131 (tratto Nuraminis- Serrenti).

“Attualmente l’unica possibilità lavorativa è data dall’attività di recupero archeologico – spiega -. I lavori principali, quelli in grado di impegnare davvero i lavoratori, sono infatti bloccati per la mancanza del piano di utilizzo delle terre (dove vanno a finire i materiali di cantiere) e per l’assenza dei pareri ministeriali sugli interventi idraulici programmati. Siamo molto preoccupati, oltre che per i costi lievitati, per l’incertezza su quale ruolo dovrà svolgere l’azienda a cui sono stati affidati i lavori”.

“Questo stato di cose rende ancora più forte la mobilitazione di domani a Roma – afferma Olla, che da tempo sta denunciando il gravissimo problema delle opere pubbliche incompiute soprattutto nel Cagliaritano –: vogliamo dalle istituzioni risposte sulla ripartenza dei lavori e sulle responsabilità in capo alle committenti, in questo caso ANAS. E’ ora di dire basta a ritardi di consegne, inefficienze procedurali e progettuali e ribassi d’asta ingiustificati, tutte condizioni che creano incompiute e disoccupazione. Ma è in particolare dalla Regione Sardegna che, a differenza di quanto avvenuto finora, ci aspettiamo un ruolo autorevole e determinato per garantire il riavvio dei cantieri. E’ una condizione inaccettabile che ci porterà sicuramente a far continuare la mobilitazione anche dopo la manifestazione di domani”.

 

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