Cultura, la libertà di viaggiare per conoscere gli altri

“Ce la vogliono togliere la liberta’ di viaggiare perche’ tra piu’ sicurezza e piu’ liberta’ a volte la gente pensa di optare per piu’ sicurezza”

Agenzia Dire  – www.dire.it

ROMA – “Viaggiare significa aprirsi agli altri ma oggi ci stanno dicendo che dobbiamo essere ‘padroni a casa nostra’. Ce la vogliono togliere la liberta’ di viaggiare perche’ tra piu’ sicurezza e piu’ liberta’ a volte la gente pensa di optare per piu’ sicurezza, che nella versione che ci stanno proponendo significa ognuno chiuso a casa propria davanti alla televisione o al computer possibilmente armato perche’ tutto cio’ che e’ fuori e’ ostile”. Sono le parole dello scrittore e giornalista Wlodek Goldkorn che ha aperto l’incontro ‘Liberta’ di viaggiare’ organizzato dall’Agenzia Dire all’interno di Libri Come all’Auditorium parco della musica di Roma.

Nel quarto appuntamento della rassegna ‘Le parole che raccontano l’Europa’ si e’ parlato appunto del viaggio come scoperta ma anche come costrizione. La liberta’ di viaggiare e’ dunque di nuovo a rischio? Questo l’interrogativo su cui hanno discusso insieme a Goldkorn la scrittrice Nadia Terranova e lo scrittore Francesco Cataluccio.

“Il pellegrino si muove, parte e sa dove deve andare, ha un obiettivo definito. Il viandante ha un’altra idea di viaggio, si mette per strada, non sa dove andra’, non ha chiaro l’obiettivo finale, puo’ tornare indietro o cambiare strada”, spiega agli studenti presenti in sala Cataluccio.

“Sono due diverse filosofie della vita e oggi si tende a eliminare l’idea che si possa stare al mondo vagabondando perche’ chi viaggia in questo modo non e’ controllabile ma noi- ha aggiunto lo scrittore- siamo nel mondo per curiosare, per vedere, non dobbiamo per forza avere una strada gia’ disegnata”.

Della stessa idea Nadia Terranova che da ragazza ha vissuto la caduta del muro di Berlino, crescendo con l’idea di doversi appropriare “di ogni angolo di questo pianeta, in un mondo senza confini, che sembrava espandersi ma che poi ha ricominciato a chiudersi, a rimpicciolirsi”.

Oggi la liberta’ di viaggiare e’ dunque nuovamente a rischio cosi’ come non sempre il viaggio e’ libero ma per alcuni puo’ diventare un’imposizione: “Come nel mio caso – ha ricordato Goldkron- c’e’ chi e’ costretto a viaggiare perche’ deve lasciare il suo Paese”. E il viaggio diventa cosí pericolo, paura, incognita quando invece dovrebbe essere libera scoperta di se’ e del mondo, superando confini e frontiere. Con la voglia di conoscere e una valigia piena di stupore.

 

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