Allarme di Cgil e Cisl sul futuro del Porto Canale di Cagliari

I sindacati chiedono un incontro urgente a Salvini per esaminare la drammatica situazione del Porto Canale di Cagliari dopo il disimpegno della Contship. Silenzio da parte del Ministro Toninelli

di Antonio Tore

Un incontro urgente da ritagliare nel corso della visita del ministro Salvini già programmata il 2 aprile, per discutere il futuro del porto industriale di Cagliari, che ogni giorno si conferma sempre più fosco: è quanto chiesto con una lettera ufficiale inviata oggi al ministero degli Interni dai sindacati di categoria, seriamente preoccupati anche per “la tenuta sociale della comunità portuale legata al terminal, circa 700 lavoratori tra diretti, indiretti e indotto, ormai esasperati”.

Nel frattempo, i segretari Filt Cgil e Fit Cisl Massimiliana Tocco e Corrado Pani denunciano in una nota congiunta “l’atteggiamento tenuto in tutti questi mesi da Contship Italia e il silenzio e l’indifferenza mostrata dai politici che non si sono minimamente preoccupati della crisi del porto né tanto meno di ragionare di un suo rilancio mentre come sindacati da tempo cerchiamo di richiamare l’attenzione sulla grave situazione chiedendo interventi mirati”.

L’ultimo incontro ufficiale era stato promosso a dicembre 2017 dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda: al tavolo parteciparono Regione, Camera di Commercio, Confindustria e Autorità Portuale e si risolse in un nulla di fatto. Da quel momento la situazione è peggiorata: “L’intera portualità cagliaritana si muove sul filo del rasoio in un clima di incertezza non più sostenibile, soprattutto in considerazione del fatto che i players del settore stanno definendo le proprie strategie in Europa e in Italia”.

In questo quadro, due giorni fa, dopo l’assemblea di tutte le maestranze del porto, sindacati e lavoratori hanno appreso, direttamente dalla presidente di Contship Italia Cecilia Battistello, che ci sono state interlocuzioni con Msc e Cma-Cgm per riportare contenitori e traffici ma non c’è stata alcuna intesa e che nei prossimi giorni la Contship cercherà di trattare con Happag Lloyd affinché confermi la sua presenza nello scalo cagliaritano.

Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma non si può certo non essere allarmati per il quadro delineato dalla presidente e per il contesto generale: “Nei primi giorni della prossima settimana si avranno notizie più certe – hanno detto Corrado Pani e Massimiliana Tocco – ma è già chiaro che sulla drammatica vertenza è giunto il momento che tutti si assumano le proprie responsabilità e alzino la testa e la voce per uscire dalla crisi e rilanciare il porto”.

Nella lettera inviata a Salvini – che fa seguito ad altre due richieste di incontro al ministro Toninelli – le categorie individuano alcuni nodi da risolvere: “La carenza infrastrutturale rispetto ai nuovi standard di competitività portuale, l’assenza di una concreta esigibilità di una condizione di fiscalità di vantaggio e le lungaggini burocratiche non facilitano certamente la già precaria situazione”. Per affrontare l’emergenza i sindacati hanno inoltre chiesto un incontro con il prefetto. “È necessario – concludono i segretari Filt Cgil e Fit Cisl Massimiliana Tocco e Corrado Pani – impedire una volta per tutte che il Terminal Container diventi una delle tante cattedrali nel deserto e scongiurare il grave pericolo che si verifichi l’ennesimo scippo ai danni della Sardegna e dei sardi che ci lavorano sottraendo loro dignità e futuro”.