Rubrica: “Una strada un personaggio, una Storia”-Cagliari, via Brigata Sassari

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna e Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

La Brigata “Sassari”, erede delle tradizioni del Terçio de Cerdena del periodo aragonese-spagnolo e del Reggimento di Sardegna del periodo Sabaudo, fu costituita il 1° Marzo del 1915 a Tempio Pausania e a Sinnai. I Reggimenti 151° e 152° fanteria, furono composti interamente da Sardi. Lo Stato maggiore dell’esercito del regno d’Italia infatti decise di creare quest’unità di sardi che, come sappiamo, diventò leggenda nella Grande guerra. Nel luglio della sua neonata costituzione la Brigata attraversò l’Isonzo e si schierò in combattimento. 

La creazione della Brigata Sassari non fu solo un puro atto militare ma ebbe un’importanza socio-politica. Nelle trincee, tra la sofferenza, la furia e la morte, si sviluppò e si consolidò tra i contadini e i pastori sardi che indossavano la divisa italiana, una nuova identità nazional-regionale. 

Lunga è la lista delle azioni e delle onorificenze della gloriosa Brigata Sassari:

6 Ordini Militari di Savoia, 9 Medaglie d’Oro, 405 d’Argento, 551 di Bronzo sono il riconoscimento del valore dei sardi che combatterono strenuamente contro i nemici. Ciascuna delle  brigate venne decorata con 2 Medaglie d’Oro al Valor Militare. Questo primato, nell’arco di una sola campagna di guerra, non è stato eguagliato nel nostro Esercito.

Nei tragici giorni di Caporetto i fanti della “Brigata Sassari” contrastarono le avanguardie nemiche dando loro del filo da torcere fino al Piave. Gli uomini che componevano questa straordinaria formazione di guerra, si batterono  con eccezionale coesione morale, con  orgoglio e con una granitica compattezza, data dalla loro intesa come esseri umani e militari.Il battaglione “Musinu” fu l’ultimo di tutto l’Esercito Italiano che passò il Piave. Senza sbandamenti o tentennamenti,  marciò coeso e al passo, quasi sbeffeggiando il nemico che dal canto suo incalzava, pressante.

Nell’ordinamento provvisorio del 1919, la “Brigata Sassari” venne tenuta tra le Brigate permanenti come gratificazione e dovuto riconoscimento, per l’eccezionale  valore dimostrato in guerra.

Dal 1° gennaio del 1992 la “Sassari” ha la fisionomia di Brigata Meccanizzata e nel suo organico sono compresi il Comando Brigata e il Reparto Comando e Supporti Tattici, con sede a Sassari, i reggimenti 151°, 152° e 45°, con sede rispettivamente a Cagliari, Sassari e Macomer.

Non mancano spiegazioni alternative o rafforzative, dell’origine della Brigata Sassari. Secondo alcune ricerche dei discendenti dei primi componenti della “Brigata Sassari”, nel 1914 un gruppo di artiglieri sardi, si ribellò alla boria e agli abusi dei commilitoni allora chiamati “continentali”.Pare che tutte le volte che i sardi si trovavano in fila per il rancio o per lavarsi, venissero ricacciati alla fine della fila con la forza, dai continentali che li sbeffeggiavano e che erano superiori di numero.

Stanchi di queste angherie nel reggimento Fortezza da Costa di Genova, scoppiò una rissa cruenta nel corso della quale un esiguo manipolo di sardi sopraffece il reggimento di artiglieria della Fortezza da Costa. Un sergente maggiore sarebbe stato ospedalizzato per una coltellata all’addome. Il generale capo sarebbe rimasto impressionato dall’esito della rissa che vide un pugno di sardi avere la meglio sull’intero reggimento.Da questa azione coraggiosa e straordinaria si misurò la “balentia” dei sardi e si pensò di creare una formidabile macchina da guerra, riunendoli in un’unica brigata.

Erano nati i diavoli rossi, o Dimonios.