La Domenica delle Palme nelle tradizioni religiose

La Domenica delle palme precede la festa della resurrezione di Cristo. Le tradizioni non solo della comunità cattolica, ma anche ebrea e ortodossa. La tradizione in Sardegna

di Antonio Tore

La domenica delle palme è la domenica che precede il giorno di Pasqua. Nella religione cattolica questa giornata ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme, acclamato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma; le persone stesero a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi intorno, e agitandoli festosamente gli rendevano onore, come simbolo di trionfo, acclamazione e regalità.

La ricorrenza è osservata dalla religione cattolica, ortodossa e da alcune Chiese protestanti.

Nella cultura greca e dell’impero romano, il ramo di palma e di alloro erano segni di vittoria e trionfo quando il triumphator deponeva la sua armatura per indossare la toga, l’abito indossato dai civili in tempo di pace ornato di vari simboli, quali erano i rami di palma.

La palma era anche il principale attributo della divinità pagane Nike e Vittoria, suo equivalente nel pantheon romano.

Nel calendario liturgico cattolico, con la Domenica delle palme ha inizio la settimana santa ma non termina la quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell’ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al sacro triduo pasquale.

In ricordo dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, la liturgia della Domenica delle palme, quando possibile, si svolge iniziando da un luogo al di fuori della chiesa dove si radunano i fedeli e il sacerdote benedice i rami di ulivo e palma che sono portati dai fedeli e, poi, si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa cantando l’inno Osanna al figlio di Davide.

L’ingresso di Gesù a Gerusalemme avviene esattamente una settimana prima della sua resurrezione dalla morte.

Le piante, e tra loro le palme, detengono un ruolo importante nei riti religiosi di ebrei e cristiani. Una buona parte di questi riti occupa nel calendario una posizione imminente, quella del nuovo anno. Si tratta in effetti dei periodi centrali nel calendario agricolo di queste civiltà: l’autunno per l’Oriente, la primavera per l’Europa.

Inaugurando il nuovo anno per i cristiani, la festa di Pasqua vanta una gran quantità di usi e rituali con le palme. Sono protagoniste della Passione di Cristo che ha inizio con la cerimonia della Domenica delle Palme. Commemorando l’entrata trionfale di Cristo a Gerusalemme, palme e rami verdi sono benedetti dal prete e portati in processione.

 

Gli ebrei utilizzano le palme in occasione della Festa delle Capanne, durante le cerimonie del nuovo anno. Queste festività consistono nell’edificazione della Soukka, la capanna, che ha dato il suo nome alla festa. Le feste del Soukkot perpetuano anche il ricordo della fuga dall’Egitto, e più esattamente il successivo errare nel deserto seguito al loro esodo. “Dimorerete in tende per sette giorni … , affinchè le generazioni future sappiano che vi ho donato delle tende come dimora ai figli di Israele quando li ho fatti uscire dall’Egitto”, precisa il Vecchio Testamento che testimonia questa tradizione.

Riparo provvisorio, che ricorda le sistemazioni dei pastori nomadi, la Capanna deve essere situata in piena aria, sul balcone, in giardino, nel cortile o sulla terrazza. Il tetto è generalmente fatto con le palme. Deve essere, inoltre, un posto piacevole e conviviale, dove potersi riunire durante la settimana nell’ora dei pasti. Non è raro che ci si possa anche dormire, secondo lo spirito delle origini della tradizione. Le palme giocano un ruolo importante anche durante le preghiere e i riti religiosi che accompagnano la Festa. Per l’occasione la palma viene inserita in un bouquet accanto a rami di salice e mirto e il frutto del cedro. Conosciuto come “bouquet 4 spezie‟ viene confezionato attraverso un sistema di palme intrecciate. Durante le preghiere e i riti della settimana delle Capanne, viene presentato il bouquet verso i quattro punti cardinali, la terra e il cielo. Viene infine portato in processione intorno all’altare della sinagoga.

Le tradizioni ebree e cristiane hanno sempre fatto riferimento a rituali rigorosi, particolarmente sviluppate in Spagna e in Italia, dove si sono trasmessi fino ai nostri giorni.

Per quanto concerne la tecnica della cultura delle palme cristiane, essa obbedisce a una esigenza rituale relativa al colore, che deve essere il più possibile bianca. Si usa per questo scopo la tecnica di legatura.

Nel mese di luglio, ad esempio, a Bordighera (e, in gennaio a Elche, in Spagna), i palmisti legano il cuore della pianta, vale a dire l’insieme delle foglie centrali, a forma di bouquet. In assenza di luce, le palme assumono durante la crescita il colore bianco, dovuto all’assenza di fotosintesi clorofilliana. Le palme legate vengono aperte alcune settimane prima di Pasqua.

Differente è la produzione di palme rituali ebree. Per questa non si può parlare di cultura propriamente detta, poichè si tratta solamente di una raccolta, quella dei giovani germogli dell’anno. La produzione delle palme rituali ebree si differenzia sensibilmente. Tuttavia essa necessita esclusivamente di palme da dattero, la cui raccolta avviene a settembre. Questa coltura è meno produttiva (al massimo dieci foglie per albero), ma permette tuttavia lo sfruttamento annuale delle piante.

La Sardegna conserva la più ricca tradizione di palme intrecciate d’Italia. E una tradizione che risale al XII° secolo, come è attestato dall’uso nell’artigianato che utilizza, appunto, la foglia di palma: crocefissi, rosari,  ostensori, pastorali dei sacerdoti, oltre che altri oggetti realizzati per questa occasione. Nell’isola la legatura avviene il 24 giugno, giorno di San Giovanni, in cui il  centro della palma è circondato con una protezione di telo di juta.

 

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