“Una strada, un personaggio una storia”: Cagliari,   via Pietro Cavaro 

Ogni settimana parliamo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite le loro biografia.

di Sergio Atzeni

Tra via San Benedetto e piazza Michelangelo è ubicata la strada dedicata al pittore Pietro Cavaro.
Cavaro nasce a Cagliari nella seconda metà del 1400 in una famosa famiglia di pittori che ha la bottega nel quartiere di Stampace.

Pietro conferma le attitudini familiari dimostrando da subito passione e predisposizione per la pittura e viene spedito a Barcellona per la sua formazione.

Già nel 1508 risulta iscritto nel gremio dei pittori della città catalana, poi si trasferisce a Napoli, allora uno dei centri culturali più importanti d’Europa, dove entra in contatto con importanti artisti e trova anche l’anima gemella in una nobildonna catalana che sposa e gli dà un figlio: Michele.

Dopo tante esperienza e aver perduto la moglie, Pietro Cavaro segue il richiamo della terra e rientra a Cagliari per lavorare nella bottega stampacina di famiglia.
Qui la sua fama e la sua maestria diventano proverbiali e tante sono le commesse che l’artista riceve.

Molti sono i dipinti che esegue per signori privati e soprattutto per chiese, tra questi il più importante è Il retablo della Crocifissione (dipinto con vari scomparti) eseguito nel 1518 per la parrocchia San Giovanni Battista di Villamar: un’opera che pur essendo di matrice catalana mostra influenze rinascimentali italiane e dove, per la prima volta in Sardegna, viene dipinto un crocefisso doloroso di tipo gotico.

Pietro Cavaro negli anni consolida la propria fama e, tra il 1520 e 1525, dipinge opere di notevole fattura.
A questo periodo è attribuito Il retablo della Vergine dei Sette Dolori di tipo spagnolo-fiammingo realizzato per il convento cagliaritano dei Minori Osservanti di Santa Maria di Gesù di cui rimangono oggi alcune sezioni conservate della Pinacoteca Nazionale di Cagliari.

Contemporaneo a questo lavoro anche il retablo di Sant’Agostino eseguito per la chiesa degli Eremitari di Sant’Agostino a Cagliari di cui c’è rimasto solo lo scomparto centrale. Scomparso invece il retablo della chiesa di San Giacomo che nel 1528 viene commissionato dal sindaco di Villanova mentre ci sono rimaste due scene con i santi Pietro e Paolo del retablo realizzato per la chiesa di San Domenico a Cagliari.

In quel periodo la bottega di Pietro Cavaro a Stampace diventa il centro delle innovazioni pittoriche in Sardegna dove gli stili si fondono e dove si applicano i dettami delle correnti in voga in Italia ed Europa come quelle di Raffaello o della scuola fiamminga. Nel 1530 il laboratorio di Pietro Cavaro ospita un pittore italiano incaricato di dipingere per il duomo Cagliaritano il retablo della Crocifissione che si rifà a Raffaello e al quale collabora lo steso Cavaro.

Importante anche il retablo del Santo Cristo del 1533 dipinto per i Conventuali di San Francesco di Oristano del quale oggi rimangono solo alcune parti conservate nell’Antiquarium Arborense.
Tanti aspiranti pittori bussano alla porta della bottega di Cavaro dove ormai lavora anche il figlio Michele.

Il pittore nonostante la non più giovane età realizza ancora per la cattedrale di Suelli il retablo di San Pietro e il retablo dei Consiglieri per il palazzo municipale di Cagliari allora in Castello. Una delle migliori opere del pittore stampacino è il retablo di San Ludovico di Tolosa eseguito per il chiostro di San Francesco di Stampace che l’artista non riesce mai a finire.
Pietro Cavaro muore nel 1538 quando è considerato da tutti il più illustre pittore isolano.

 

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