Spiritualità e tradizioni nelle giornate di Pasqua e lunedì dell’Angelo a Cagliari

Durante la Settimana Santa in Sardegna si vivono momenti di grande fervore e devozione. Ed è anche un momento dedicato ad alcune antiche tradizioni che si sono mantenute vive anche in città e a Pirri

di Antonio Tore

Alcune tradizioni risalgono a periodi precristiani. Pare che dal mito fenicio di Adone che celebrava la morte e rinascita della vegetazione, derivi la tradizione di seminare, il Mercoledì delle Ceneri, in piatti pieni di terra o di bambagia chicchi di grano o di legumi che, lasciati al buio, germogliano in fitti ciuffi di foglie lunghe e strette di colore giallo, tendenti al bianco: sono le piantine chiamate “is nenniris” che vengono esposte nelle cappelle delle chiese in cui il Giovedì Santo si allestiscono i Sepolcri e si adora il Santissimo Sacramento.

Queste piantine, in passato, venivano essiccate e utilizzate per le fumigazioni contro i malanni e anche per produrre, secondo una tradizione, proprio le ceneri del mercoledì che dà inizio alla Quaresima. Secondo un’altra tendenza, invece, per ottenere le ceneri si bruciavano le palme o i rametti di ulivo non consegnate ai fedeli durante la domenica delle palme.

Sembra che Is Nenniris sia una sorta di rito per celebrare la morte e la rinascita della vegetazione.

Durante la mattina della Domenica di Pasqua, anche se non viene citato in nessuno dei 4 Vangeli, l’evento principale è quello che viene chiamato S’Incontru (l’incontro), cioè il ricongiungimento delle due processioni che partono da punti differenti con i simulacri della Madonna e del Cristo Risorto: quando si ritrovano uno di fronte all’altro, i simulacri si salutano con un triplice inchino tra gli applausi della folla e affiancati fanno rientro nella chiesa dove sarà celebrata la messa.

Il momento gioioso, accompagnato dal suono delle campane, lo si può notare anche dall’abbigliamento delle statue: il Cristo ha una fascia rossa e oro e l’aureola per simboleggiare l’avvenuta Resurrezione, mentre la Vergine, abbandonato l’abito nero del lutto dopo la morte del Figlio, indossa un abito bianco e oro con il mantello azzurro, il velo di pizzo e la corona, e ha tra le mani un mazzo di fiori.

La suggestiva cerimonia, a Cagliari, viene celebrata per ben tre volte a cura delle tre parrocchie storiche di Marina, Stampace e Villanova.

A Stampace, ad esempio, la processione del Cristo risorto parte dalla chiesa di S.Efisio, mentre quella della Madonna parte dalla chiesa di S.Anna. I due cortei, dopo aver percorso le strade del quartiere si incontrano nel Corso Vittorio Emanuele.

Quelle di Villanova, invece, si incontrano in Piazza Garibaldi dopo che la processione del cristo ha inizio dalla Chiesa di S. Giacomo e quella della Madonna dall’oratorio del Santissimo Crocifisso.

Il Lunedì di Pasqua a Cagliari si tiene una processione votiva dedicata a Sant’Efisio. Secondo la tradizione il Santo viene portato in processione in ricordo della sua intercessione nel 1793 quando le navi francesi che attaccavano Cagliari vennero portate via dal vento impetuoso

Nella stessa giornata del lunedi dopo Pasqua a Pirri si tiene una solenne processione in onore di Santa Maria Chiara.

Il culto di Santa Maria Chiara affonda le sue radici nella prima metà del XIII secolo, quando l’ordine benedettino cistercense edificò un monastero dedicato alla Vergine nel territorio situato tra Pirri e Cagliari, alle propaggini del colle di Monte Claro, che proprio da tale culto prende il nome.

Nei secoli successivi, mentre il vicino abitato di Villa Sancta Maria de Claro si riduceva progressivamente, fino a sparire senza lasciare traccia nei documenti storici, il luogo di culto si trasformava in semplice romitorio ed infine in chiesetta campestre. Così, poco dopo il 1584, il simulacro di Santa Maria Chiara fu sottratto all’inesorabile destino di abbandono traslandolo da Monte Claro alla chiesa di San Pietro Apostolo a Pirri.

I festeggiamenti del Lunedì dell’Angelo rievocano proprio tale traslazione. Il simulacro della Vergine, opera del cagliaritano Raffaello Sanfilippo, viene celebrato, quindi, il simbolico ritorno di Santa Maria Chiara nel luogo in cui il suo culto ha avuto origine. Attraversando le vie della Municipalità di Pirri, la processione accompagna la statua alla chiesa di San Pietro Apostolo.