Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Musei

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Musei è un comune del Sud Sardegna di oltre 1.000 abitanti e confina con Domusnovas, Villamassargia, Iglesias e Siliqua.

Non si hanno molte spiegazioni sul significato del toponimo, ma è probabile che derivi dal latino Museius, dal nome di un gentilizio romano ivi stanziato. Altre opinioni in merito, affermano che, In coincidenza con l’arrivo dei gesuiti, il nome cambiò: forse lettura del nome Iesum al contrario oppure corruzione della parola moisè, insediamento di ebrei impiantato nella zona o ancora dal termine semitico mosià (mansione).

Musei si trova nella piana del Cixerri e si colloca lungo la vecchia viabilità tra Iglesias, i centri del basso Campidano e Cagliari, nelle vicinanze del Riu s’Acqua Sassa.

L’acqua caratterizza il suo fertile territorio, che si distende nella valle del rio Cixerri ed è irrorato da altri affluenti del fiume principale, alimentati dalle sorgenti del vicino monte di Domusnovas.

L’area fu abitata già in epoca nuragica, punica e romana, per la presenza nel territorio di alcune rovine e di diversi siti archeologici, in particolare un sito vicino all’antico villaggio Arruinalis, dove si ritrovano fondamenta di edifici antichi.

Nel medioevo e fino al XVII secolo, si chiamava Villa di Prato e appartenne al  Giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria del Sigerro (Cixerri). Alla caduta del giudicato passò sotto il dominio dei conti della Gherardesca e poi del comune di Pisa, e successivamente, dal 1324, sotto quello aragonese.

Nel 1336 il re d’Aragona, Alfonso IV  il Buono, lo diede in feudo ad Arnaldo Massa. Successivamente nel 1350 passò ai Carroz e da questi ai Cardona, che lo ebbero a titolo di pagamento di un credito. Una discendente dei Cardona, Beatrice, lo vendette all’iglesiente Antonio Serra, ma un figlio di Beatrice lo ricomprò.

Passò poi ad Adriana Carbonell e più tardi ad Elena Rossellón: da questa a Monserrato Rossellón, noto umanista e giudice della reale Udienza e, quindi, alla Compagnia di Gesù, sotto la cui guida nacque nel XVII secolo l’odierno abitato, e che vi fece costruire la chiesa tardo barocca ed il convento di Sant’Ignazio di Loyola, intorno ai quali si raggrupparono le abitazioni. Nella chiesa si trovavano pregevoli opere, tra cui una croce astile laminata in argento.

I gesuiti restarono nel paese fino al 1773. Ritornato alla Corona, nel 1785 venne dato in feudo ai Bon Crespi di Valdaura, marchesi di Villacidro e Palmas.

I gesuiti, oltre che dedicarsi ad apostolato e attività culturale, diedero anche nuovo impulso alla agricoltura, in particolare coltivazioni di grano e vigneti, e allevamento, per il quale nel Settecento il paese era uno dei più rinomati nell’Isola. Da qui nasce la forte tradizione agropastorale dell’attuale Musei.

La fertilità del territorio ha da sempre attirato popoli in quest’area. Le presenze umane nell’Antichità sono testimoniate da nuraghi e reperti punici e romani, in particolare un sito vicino all’antico villaggio Arruinalis, dove si ritrovano fondamenta di edifici antichi.

Il paese venne riscattato agli ultimi feudatari nel 1839, con l’abolizione del feudalesimo.

Musei fu una delle prime stazioni ferroviarie in Sardegna, le cui origini vengono poste al 1872. Nel periodo la Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde costruì, tra le altre, la ferrovia Decimomannu-Iglesias, destinata a passare nelle campagne tra i comuni di Domusnovas, Musei e Villamassargia. Tali lavori, compresi quelli dello scalo, furono ultimati nel 1872, e la nuova stazione fu inaugurata il 19  maggio dello stesso anno.

Originariamente l’impianto fu denominato come stazione di Musei, ma tale nome nei decenni successivi variò due volte: la stazione all’inizio degli anni novanta dell’Ottocento risultava infatti avere la doppia denominazione di Musei-Villamassargia. Nella seconda metà di quel decennio, a circa 3 km a est della stazione, ne fu costruita una nuova, che prese la denominazione di stazione di Musei: lo scalo di Musei-Villamassargia fu quindi ribattezzato col nome di Villamassargia-Domusnovas.

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