“Una strada, un Personaggio una Storia”: Cagliari, Piazza Attilio Deffenu

­­Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna e Italiana tramite la loro biografia

 Sergio Atzeni

La piazza situata a Cagliari a lato della darsena, tra via Roma e viale Colombo, è dedicata ad Attilio Deffenu, giornalista impegnato in politica che si batté per una Sardegna “Regione autonoma” e morì a soli 28 anni combattendo sul Piave con la Brigata Sassari

Nacque a Nuoro nel 1890 e, fin dalla tenera età, fu influenzato dalle idee radicali e democratiche di suo padre Giuseppe.

Dopo aver concluso il ginnasio nella sua città natale si trasferì a Sassari per frequentare il liceo e in quel periodo, nonostante la giovane età, iniziò le collaborazioni giornalistiche e condivise le idee socialiste.

Si iscrisse nel 1908 alla facoltà di giurisprudenza di Pisa dove frequentò gli ambienti anarchici e collaborò a quotate riviste tra le quali “La Lupa” diretta da Paolo Orano.

Si Laureò nel 1912 e ritornò a Nuoro dove ottenne l’incarico di corrispondente dell’importante “Giornale d’Italia” e rafforzò le sue simpatie per il socialismo e il sindacato dei lavoratori che cercò di organizzare e rafforzare.

Le sue idee di “sinistra” non gli impedirono di sposare le tesi liberistiche e capitaliste di Salvemini che andavano contro il protezionismo doganale che avvantaggiava le industrie del nord aggravando i problemi di sottosviluppo economico della Sardegna.

Nel 1914 si trasferì a Milano e diede vita alla rivista “Sardegna”, aperta a collaboratori di diverse idee politiche che diventò paladina del libero scambio e dell’abbattimento delle barriere doganali.

Il giornale sosteneva che la libertà degli scambi in Sardegna, ma anche in tutto il meridione d’Italia, avrebbe permesso uno sviluppo capitalistico con riflessi positivi anche sulla classe operaia e nei settori agricolo e dell’allevamento antiquati e in perenne crisi.

Deffenu è in sostanza fautore della libertà in economia ma anche del decentramento amministrativo e delle autonomie regionale capaci di risolvere una volta per tutte la questione meridionale.

Per Deffenu lo Stato avrebbe dovuto compiere un necessario decentramento amministrativo e trasformarsi secondo la dottrina socialista per aiutare le classi più deboli e riconoscere i diritti dei lavoratori.

Queste idee appaiono oggi precorritrici della futura dottrina regionalistica e autonomistica perseguita dopo la “Grande Guerra” dai movimenti degli ex combattenti e cavallo di battaglia del Partito Sardo d’Azione ispirato da Emilio Lussu e Camillo Bellieni.

La “Questione Sarda” quindi, secondo Deffenu, fu causata da gravi inadempienze del governo centrale che cercò di risolverla con le commissioni d’inchiesta, gli investimenti straordinari e le leggi speciali senza mai ottenere dei risultati apprezzabili.

Quando scoppiò la prima Guerra Mondiale Attilio Deffenu fu un convinto interventista e, con l’ingresso dell’Italia nel conflitto, nonostante fosse ritenuto un sovversivo, riuscì ad arruolarsi volontario nella Brigata Sassari e a farsi spedire al fronte.

Morì eroicamente in combattimento nelle trincee del Piave nel giugno del 1918 quando non aveva ancora compiuto 28 anni.

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